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Le balle dei Mercianò Bros


Fantasmagorica sparata di Antonio Marcianò in questo post, che più che un articolo sembra una favola, tanto è fantasioso e assurdo.

’O professore afferma che:

La televisione indonesiana ha riportato che il 7 aprile scorso un velivolo, dotato di un dispositivo per l’erogazione di sostanze chimiche velenose, è precipitato in una zona residenziale con edifici in costruzione a Ciputat, nella parte occidentale dell'isola di Giava.
[...]
La troupe televisiva, giunta sul luogo dell'incidente, luogo che è stato delimitato in fretta e furia, ha riportato che gli agenti di polizia sono rimasti sorpresi, quando hanno constatato che il velivolo era privo di contrassegni identificativi. In fotografie pubblicate su una rivista, i contrassegni sono comparsi miracolosamente.

Perché Zret non ci dice subito da dove aveva ricavato la presunta notizia, come trasparenza e rispetto nei confronti dei lettori pretenderebbero?

Facile, perché neanche lui sapeva da dove diavolo saltasse fuori, men che meno ne poteva conoscere i particolari: qualcuno (tali Red Cloud ed Edostar, a giudicare dai ringraziamenti) lo aveva edotto sul fatto che un aeroplano senza passeggeri era caduto in Indonesia e ’o professore ci ha ricamato sopra la storia del «tanker chimico».
Evidentemente secondo Zret (alias Ptah nel forum di Focus) vale l’equazione «aereo» uguale a «bestione dell’aria», da cui «aereo senza passeggeri» uguale a «tanker militare che sparge scie chimiche», come accenna appunto nella discussione su Focus.

Alla fine, i componenti del «dinamico duo» si sono peritati di aggiungere nel loro “articolo” un link esplicativo, ma solo dopo che scie-nziato si era dato da fare per trovarne uno serio alla notizia (qui).
Notizia che è stata distorta comunque, ça va sans dire, da ’o professore e ’o comandante: la verità è che l’incidente riguardava un Cessna 172 impegnato in un volo di addestramento, mentre secondo la surretizia interpretazione elucubrata a posteriori dai Marcianò Bros, l’aereo realmente caduto sarebbe un altro, poi sostituito con una carcassa di Cessna (caduto chissà dove e senza che nessuno se ne accorgesse, mesi prima).

A questo punto si rende necessario sottolineare un concetto: le persone oneste ammettono tranquillamente l’errore commesso in buona fede, ma i ciarlatani difendono sino al ridicolo ed oltre le menzogne che propalano.
Ecco perché parlo di «balle» dei Marcianò e non di semplici errori: perché i due autoproclamatisi guru della Sacra Setta delle Scie Chimiche non hanno assolutamente mai confessato di aver detto una sciocchezza, preferendo mille volte esibirsi in spettacolari quanto acrobatiche arrampicate sugli specchi pur di non ammettere l’eventuale sbaglio, convinti come sono che il loro pubblico sia costituito da boccaloni pronti a bersi di tutto.

In questo caso abbiamo un Cessna 172, cioè un aeroplano di questo tipo, precipitato durante un volo di addestramento: per forza aveva solo tre persone a bordo, quante volete che ce ne stiano su un velivolo minuscolo come quello?
Sarebbero quelli i «tanker chimici» di cui gli sciachimisti si riempiono tanto la bocca? E le tonnellate di robaccia che spargerebbero in giro sotto forma di «scie chimiche», dove caspita sarebbero stivate?

Ancora una volta i due fratelloni imbroglioni non hanno fatto eccezione nel dimostrarsi ciarlatani: infatti Straker, anziché ammettere l’abbaglio del fratello, è partito lancia in resta in suo soccorso, con un’altra sparata peggiore della precedente, che aggiunge farsa alla farsa e cioè, come anticipato, che secondo loro l’aereo precipitato sarebbe sicuramente stato un tanker irroratore, sostituito «magicamente» con la carcassa di un Cessna.

«Magicamente» perché, come si possa far sparire in quattro e quattr’otto un gigante di sessanta e passa metri per altrettanti, sotto gli occhi di tutti senza che nessuno se ne accorgesse e mettere al suo posto un aeroplano di poco più di otto metri come un Cessna 172, ’o comandante è troppo pudico per rivelarcelo: probabilmente in cuor suo si culla al pensiero di un bel teletrasporto alieno seguito da una delle più classiche sparaflashate dei famigerati Men in Black indonesiani, per far dimenticare il tutto ai vari testimoni.

In compenso ci rivela il «ferreo» (è proprio il caso di dirlo) ragionamento che lo ha portato a questa conclusione sbalorditiva: i rottami presentavano macchie bruno-rossastre e quelle macchie non potevano essere altro che ruggine di mesi addietro (qui, oltre che nel delirante «articolo» già citato).

Avete letto bene, ruggine.

Il pensiero che quelle macchie possano essere di terriccio, visto che l’aereo si è abbattuto sul nudo terreno, non lo sfiora nemmeno o più probabilmente lo sfiora ma lui preferisce ignorarlo: Rosario Marcianò, sedicente «appassionato di aeronautica», non ha la minima remora ad affermare che secondo lui gli aeroplani si costruiscono col ferro, probabilmente perché tale materiale è notoriamente leggero e, appunto, refrattario agli agenti atmosferici come l’umidità.

Ah, i bei vecchi tempi in cui gli aerei li costruivano in ghisa...


Commenti:
Stefano ha commentato:
Mi fa molto piacere leggere tra le pagine di questo blog perchè finalmente trovo un autore competente che la pensa esattamente come me su questa farsa delle scie chimiche.
Complimenti per la grinta e la voglia di cercare di riportare un poco di senno in un terreno che ultimamente era stato devastato dalle fandonie dei Marcianò brothers.
È ora che "o professore" e "o comandante" la smettano di pontificare di ciò che non sanno.
stefano
_______
16 dicembre 2007 23:08  
brain_use ha commentato:
@axlman:

Ah, i bei tempi in cui gli aerei li costruivano in ghisa...

ma... a quest'ora mi fai ribaltare così... mia moglie mi fa fuori...
ROTFL... ;-)
_______
17 dicembre 2007 00:45  
markogts ha commentato:
Fantastico, la ruggine sugli aerei... Magari era un Mig 25...
_______
1 marzo 2008 00:23  
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