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Le balle dei media


Per una volta la balla non nasce dai Marcianò Bros, che, qui, si limitano a riportarla: intendiamoci, non che ripetere falsità senza prima verificarle sia meno grave che inventarsele di sana pianta.

Iniziamo col dire che questa è una chiara testimonianza del bispensiero di Straker, Zret e compagnia cantante di sciachimisti convinti.
Essi sostengono infatti che i media tradizionali (giornali e televisione) siano completamente succubi dei cattivoni che dominano il mondo (il Vaticano, i Gesuiti, i sionisti, gli Illuminati, i massoni, il NWO, i Rettiliani e chi più ne ha più ne metta) e quindi siano, per definizione, non solo inaffidabili ma proprio volontari complici, cercando essi consciamente di fare il lavaggio del cervello alla popolazione mondiale (la «marmaglia formata da omuncoli passivi, rinunciatari, pavidi, codardi, insulsi e incapaci di articolare un semplice ragionamento», come Zret ci definisce affettuosamente).
Questo fino a che non spunta qualche “servizio” che parla di una delle loro amate ipotesi di complotto: in quel caso, e solo in quel caso, il media in questione diviene affidabile ed onesto al di là di ogni dubbio, senza bisogno di alcuna verifica delle sue affermazioni, solo perché sostiene le loro paranoie.

Prendere una posizione chiara e non ballerina ma soprattutto intelligente, pensare cioè che i media siano inaffidabili sempre e quindi andare a verificare tutto ciò che espongono prima di ripeterlo a pappagallo, a prescindere che confermi o meno i proprio pregiudizi, come fanno le persone intellettualmente oneste, pare troppo difficile per loro:
  • partono col dividere il mondo in «buoni» e «cattivi», come i bambini o chi non ha voglia di darsi da fare per giudicare, e scrupolosamente, caso per caso;
  • poi decidono che i «buoni» sono loro e che chi non è con loro è ipso facto «cattivo» (tale e quale un certo George W. Bush tra l’altro, che loro identificano come «cattivo» e a questo punto sorge spontanea la domanda: cosa distinguerebbe «buoni» da «cattivi» se entrambi usani gli stessi, identici metodi?);
  • terminano decidendo che una persona passa da «cattivo» a «buono» e di nuovo a «cattivo» in un batter di ciglia, solo perché a loro così gira in quel momento.


Fatta questa doverosa premessa, analizziamo il tanto sbandierato «servizio della KSLA» sulle «scie chimiche», questo (la versione sottotitolata in italiano si trova qui, ma conoscendo i metodi truffaldini degli sciachimisti, nostrani e non, meglio guardasi l’originale):





La prima affermazione riguarda “strani” incroci di scie che si vedono nei cieli di Stamps, Arkansas, però si omette di dire che Stamps si trova in una regione molto trafficata dal punto di vista aereo:
  • è situata tra i due più grandi VOR della regione (Texarcana ed El Dorado);
  • è vicina all’aerovia Victor V278, la più grande tra le aerovie che collegano est ed ovest degli Stati Uniti;
  • è vicina ad un MOA (Military Operating Area);
  • sopra di essa si intersecano ben tre rotte molto importanti (Atlanta–Dallas, San Antonio–New York e Houston–Chicago), roba da passaggio di un aereo ogni cinque minuti in media (quindi ci sono anche dei picchi di maggior frequenza).
Di fronte a queste considerazioni, è ancora così inspiegabile che, in caso di condizioni favorevoli in quota, le scie di condensazione siano numerose, e che si intersechino, visto che si intersecano le aerovie di cui sopra?
Quindi già partiamo male, con informazioni a dir poco lacunose.


Si passa ad un altro classico dei fanatici delle «scie chimiche», cioè la “strana” persistenza delle scie in cielo.
Le scie di condensazione prodotte dai motori sono né più né meno che nuvole indotte dall’azione dei motori stessi: perché la persistenza di una nuvola in cielo risulti incomprensibile a questi signori, autore del “servizio giornalistico” compreso, non è dato sapere.


A seguire, viene affrontato il tema del bario trovato in campioni di acqua piovana, ma ancora una volta l’inviato della KSLA, Jeff Ferrell, si guarda bene dallo specificare un paio di cosette molto interessanti a riguardo, e cioè che il bario è un elemento molto comune in natura e soprattutto che l’Arkansas è, tra gli stati degli U.S.A., uno dei più ricchi di tale elemento.

Ci viene anche rivelato che Bill Nichols, il cittadino preoccupato che compare nel video e che ha fornito i campioni da analizzare, afferma di aver visto cadere del pulviscolo subito dopo il passaggio di alcuni aeroplani: d’accordo che il bario è pesante, ma per vederlo cadere subito dopo il passaggio degli aerei è necessario che essi volino a poche centinaia di metri dal suolo, non certo a chilometri. E poi, se si è trovato nel bel mezzo di una nube tossica, come mai è ancora in buona salute?
Però magari il giornalista si è espresso male, od ho capito male io, quindi andiamo avanti.

Va considerato che, per compiere analisi che abbiano un minimo di valore probatorio, è necessario procedere al prelievo con opportune cautele per evitare ogni tipo di contaminazione accidentale e non per niente ci sono degli specialisti che sono pagati per farlo in modo accurato (una figura professionale che quindi non esisterebbe se si trattasse di un’incombenza alla portata di chiunque, senza richiedere conoscenze particolari e mirate): chi ha realizzato l’intervista non si è preoccupato di chiedere nulla a tal riguardo a Nichols.
Per fortuna ci viene in soccorso lo stesso Nichols, che, nei commenti al video su YouTube sotto lo pseudonimo grandmacaesar, scrive:

hi, i'm the guy in this video with the jar of goo---"bill nichols, concerned citizen". i've just posted a few pix from the last 6 months of spraying on my "grandma caesar" myspace page in the photo section.

i put 2 clean bowls there specifically because i wanted to catch what was falling. i don't recall exactly when i put the bowls there, but they were there for about a month before i contacted ksla.

Cioè, per la raccolta dei campioni di acqua piovana egli ha usato dei barattoli che ha tenuto sul retro del suo pick-up scoperto per circa un mese, prima di portarli ad analizzare.
Roba di una professionalità esemplare, non c’è che dire.


Fin qui il curatore del “servizio giornalistico” sulle «scie chimiche» ha già inanellato una bella serie di omissioni e facilonerie che rendono il suo operato molto, ma molto, approssimativo, però il meglio deve ancora venire.

Infatti nelle analisi mostrate nel video e riportate qui proprio da Bill Nichols alias grandmacaesar, si legge chiaramente che il livello di bario misurato è di 68.8 µg/L (cliccare sull’immagine per ingrandirla):



Ora, µg significa »microgrammo» cioè milionesimo di grammo e un litro d’acqua pesa un chilogrammo, cioè mille grammi: facendo il rapporto (un milionesimo di grammo diviso mille grammi) si ottiene un miliardesimo, detto anche ppb (part per billion, cioè appunto parte per miliardo).
Analogamente mg sta per «milligrammo», cioè millesimo di grammo, e mg/L dà come risultato un milionesimo, detto anche ppm (part per million).

Ovviamente un milligrammo è mille volte un microgrammo (e viceversa un microgrammo è un millesimo di milligrammo), quindi la tabella di conversione sarà:

1 mg/L = 1 ppm = 1000 ppb = 1000 µg/L

1 µg/L = 1 ppb = 0,001 ppm = 0,001 mg/L


Tutto ciò per evidenziare che Jeff Ferrell dice una sciocchezza grossa come una casa quando se ne esce con l’affermazione:

The results, a high level of barium, 6,8 parts per million, more than three times the toxic level set by the EPA.

Il risultato è un alto livello di bario, 6,8 parti per milione, più di tre volte il livello tossico stabilito dall’EPA.


La bestialità dell’affermazione consiste nel fatto che 68,8 µg/L = 68,8 ppb NON sono 6,8 ppm BENSÌ sono 0,0688 ppm, ossia ben cento volte di meno di quello che si sostiene in quel bell’esempio di “giornalismo investigativo”.

Essendo il limite stabilito dall’EPA per le acque potabili (e comunque in natura esistono tranquillamente quelle non potabili, senza che ci sia dietro nessun complotto) di 2 mg/L = 2 ppm = 2000 ppb = 2000 µg/L, come visibile qui, la concentrazione di bario trovata nei campioni analizzati, ben lungi dall’essere più di tre volte (il 300%) del massimo consentito, è appena poco più di un trentesimo (il 3,3%) di tale limite: alla faccia degli alti livelli di bario trovati nell’acqua piovana e dovuti alle «scie chimiche».

Il grande scoop del servizio speciale consiste tutto in questa rivelazione sugli alti livelli di bario, scoop che crolla miseramente come un castello di carte appena si compiono un paio di elementari conversioni delle unità di misura.
È mai possibile che chi ha redatto questa benedetta “inchiesta giornalistica” non si sia accorto della monumentale farloccaggine riportata? E idem chi ha deciso di metterla in onda?
Certo, nessuno è obbligato a conoscere le unità di misura e non demonizzo nessuno per questa mancanza, ma il mestiere di un giornalista dovrebbe essere quello di fare informazione e di cercare fonti sicure e fidate per le notizie che diffonde: per informarsi sulle unità di misura non doveva mica disturbare un premio Nobel, gli bastava rivolgersi ad un maestro delle elementari.

Alla fine, ma proprio alla fine, il cosiddetto “inviato speciale” della KSLA si decide ad andare da qualcuno che ne capisce qualcosa in materia, però solo per farci sapere quanto sia pericoloso il bario se assorbito in quantità eccessive: e grazie al cavolo, anche l’acqua in quantità abnormi è mortale, ma fare due conti della serva prima di andare in giro a gridare al lupo e diffondere notizie false e panico ingiustificato è troppa fatica, vero Jeff Ferrell, vero redattori vari del telegiornale della KSLA, vero pecoroni coi paraocchi sostenitori delle «scie chimiche» assortiti che spammate questo video ovunque capiti, senza un minimo di cognizione o di criterio?


I taroccamenti dei Marcianò Bros


Uno dei cavalli di battaglia degli Auto Proclamatisi Sommi Guru della Sacra Setta delle Scie Chimiche, Straker e Zret, che tirano fuori ad ogni piè sospinto (come ad esempio qui, qui, qui e qui), è un servizio della rete tedesca RTL dove un meteorologo, Karsten Brandt, sembrerebbe parlare di “scie chimiche”:





Accidenti, se ne parla un meteorologo, qualcosa di vero dovrà pur esserci in questa faccenda delle “scie chimiche”…

…oppure no?

La risposta, prevedibilmente, è: no, non c’è niente di vero.

E il perché è presto detto: Brandt non parla affatto di “scie chimiche”, non le nomina nemmeno, che il servizio tratti di “scie chimiche” è una menzogna bella e buona inventata da Rosario Marcianò, coadiuvato dal fratello Antonio.
Infatti alla fine del video, sottotitolato e messo in rete da Straker con l’altro suo pseudonimo nicscics, viene evidenziato che la traduzione è di un certo ALEXY.

Vediamo quindi qual è la traduzione originariamente fornita da ALEXY, prima che i Marcianò ci mettessero le mani: la traduzione originale si trova qui, proprio sul forum di sciechimiche.org.

Mini-aggiornamento
Com'è abitudine inveterata delle persone poco inclini al confronto onesto, anche questa volta i sostenitori della teoria delle “scie chimiche” si sono premurati di nascondere ben bene le tracce delle loro malefatte, e ora il link che ho fornito al loro sito non funziona più, se non per gli utenti registrati. Conoscendo i loro sistemi abituali però mi sono premurato di congelare la pagina in questione (qui), nonché di fare uno screen-shot del post incriminato.
Eccolo (cliccare su di esso per ingrandirlo):



Notate niente di diverso tra la traduzione di ALEXY e i sottotitoli inseriti da Straker?

Per i più distratti, ecco un sunto, che mette in luce distorsioni e manipolazioni, a partire da quelle introdotte dall’autore del servizio per arrivare a quelle del traduttore, sino a quelle definitivamente fuorvianti d’o comandante e d’o professore.

Il meteorologo Karsten Brandt, come spiegato, non fa il minimo accenno a presunte “scie chimiche” ma fa riferimento al Düppel, affermando di averne misurate (misurazioni che peraltro non fornisce) quantità elevate, superiori a quelle dichiarate, sparse dall’aviazione tedesca durante un’esercitazione svoltasi ai confini tra Germania e Olanda.
E già qui inizia il valzer delle forzature, nel caso specifico da parte dell’autore del servizio: la preoccupazione di Brandt (e quella di Johannes Remmel, il rappresentante del Verdi tedeschi intervistato poco dopo) riguarda il possibile inquinamento ambientale dovuto a un uso eccessivo di Düppel, ed entrambi non fanno cenno a modificazioni climatiche, concetto che viene inserito a forza appunto dall’autore del servizio nei commenti della voce narrante e nelle scritte in sovraimpressione, con evidenti intenti di spettacolarizzazione.


Ma cos’è questo “inquietante” Düppel (o chaff in inglese) di cui stiamo parlando? Ce lo spiega proprio ALEXY nel suo intervento su sciechimiche.org che ho mostrato:

la parola Düppel (Dueppel) che non avevo mai sentito in quanto termine tecnico militare, indica un sistema di disturbo per radar, fatto di finissime strisce di carta stagnola o di fini polveri di carbonio rilasciate nell´atmosfera, atte a riflettere il segnale radar e creare una falsa eco. Era una strategia gia´ ideata nella 2° guerra mondiale e nella guerra fredda e non si sa sia stata utilizzata o meno.

Quindi niente di misterioso o super-segreto (è tecnica ben nota e sviluppata sessant’anni fa), viene usato solo molto occasionalmente e in zone limitate per delle esercitazioni (non certo sparso ogni giorno da flotte di aerei militari e/o civili che solcano i cieli di mezzo mondo come sostengono i fissati delle “scie chimiche”) e non può nel modo più assoluto modificare il clima o il tempo atmosferico.

Subito dopo ancora ALEXY scrive (e qui si inserisce la manipolazione del traduttore):

Per comodita´ Düppel la si puo´ tradurre come scia

In effetti è molto comodo per poter ingannare chi visiona il video, dato che il Düppel non viene rilasciato sotto forma di scia ma viene sparato dagli aerei in modo da formare una sorta di nuvola che funga da falso bersaglio e che serve appunto a nascondere l'aereo impedendone l'individuazione: sarebbe alquanto stupido spargerlo come scia che segue l'aeroplano, ché in questo modo sarebbe un aiuto per i radar nemici invece che un impedimento, in quanto basterebbe loro seguire la scia per individuare con sicurezza il velivolo da abbattere.

Inoltre, dopo essere stato rilasciato, il Düppel è ben visibile dai radar (e ci mancherebbe, dato che serve a confonderli e accecarli), ma completamente invisibile a occhio nudo, tanto che il fenomeno in questione venne ribattezzato come il «Mistero delle nubi fantasma» (vedere l’Aggiornamento in fondo a questo post).

Come se non bastasse questo primo ed evidente travisamento del traduttore, Straker e Zret iniziano a fare le loro, di manipolazioni, e ben più pesanti, tipo (riporto solo le principali ed eclatanti):
  • traduzione di ALEXY (parla Brandt): scie [in realtà Düppel], contenenti polveri finissime a base di plastica ricoperte di metallo
    manipolazione dei Marcianò Bros nei sottotitoli (-1:35): scie chimiche contenenti polveri finissime a base di polimeri e di metalli

  • traduzione di ALEXY (scritta in sovrimpressione nell’originale): Le registrazioni (=registri militari) riportano emissioni limitate di scie [in realtà Düppel]
    manipolazione dei Marcianò Bros nei sottotitoli (-1:25): Le registrazioni riportano emissioni di scie chimiche a quote basse

  • traduzione di ALEXY (voce narrante): Negli Stati Uniti si protesta da parecchio tempo per queste tecniche militari
    manipolazione dei Marcianò Bros nei sottotitoli (-1:16): Negli Stati Uniti si susseguono proteste da molti anni, contro queste operazioni militari
Per finire alla grande, ’o comandante e ’o professore, non contenti del castello di menzogne che hanno edificato ad uso e consumo dei gonzi nostrani, hanno voluto rendere internazionale la loro fama di contaballe, traducendo in inglese la loro opera di disinformazione e propaganda mendace, di cui vanno tanto fieri (o meglio facendo tradurre, che il grande esperto d’o compiutér Rosario Marcianò l’inglese non lo mastica quasi per niente e come faccia, con questa enorme lacuna, a combinare qualcosa di professionale in campo informatico è un mistero ancora irrisolto). Naturalmente su sciechimiche.org gli adepti della Sacra Setta delle Scie Chimiche, ben lungi dal far notare a Straker e Zret le notevoli e fondamentali discrepanze tra la traduzione e le scritte in sovrimpressione, che stravolgono completamente il senso del filmato, li hanno elogiati e applauditi: ottusità galoppante, cecità selettiva inconscia tipica dei fanatici o complicità col disonesto comportamento dei loro Auto Proclamatosi Guru?


Aggiornamento


Ho recuperato qualche link che ricostruisce la vicenda, compresa l'interrogazione fatta dai Verdi tedeschi in merito alle cosiddette nubi fantasma, cosiddette proprio perché, come avevo accennato, venivano rilevate dagli impulsi radar ma non nel visibile, cioè erano completamente invisibili sia ad occhio nudo che nelle foto satellitari: trovate l’interrogazione, completa di risposta, qui in lingua originale, mentre la traduzione in italiano si trova qui.[1] Detta molto semplicemente, l’ipotesi dello chaff è stata subito avanzata da Brandt, ma quello che non lo convinceva era il fatto che queste nubi sembravano esageratamente enormi e quindi pensava che per crearle si fossero dovute utilizzare tonnellate e tonnellate di materiale, con l’impiego di centinaia di aerei: comprensibile quindi la preoccupazione del meteorologo e dei Verdi per un possibile, massiccio, inquinamento ambientale. Nella risposta all’interrogazione, il Ministero della Difesa ammise tranquillamente l’uso di Düppel durante un’esercitazione svoltasi poco prima dell’apparizione della “nuvola fantasma”, ma non in quantità così spropositate da occupare una così vasta area, da qui il sospetto di operazioni clandestine, sempre da parte di Brandt e dei Verdi:

Dopo una indagine sulle rilevazioni radar della Luftwaffe, venne stabilito che, alla fine di marzo 2006, nella notte tra il 22 e il 23 marzo 2006, circa un’ora prima della manifestazione del fenomeno fu lanciata un’esercitazione di battaglia aerea nello spazio aereo della Bassa Sassonia. Le rilevazioni attestano che in quell’occasione furono usate solo piccole quantità di materiale schermante Düppel, il quale si dissolse in circa un’ora e dieci minuti.

Le parole chiave per comprendere il tutto sono che le nubi fantasma sembravano enormi, tanto che anche nell’interrogazione si specifica «una nuvola della dimensione apparente di 400 chilometri». La spiegazione è, come spesso accade, più semplice di quanto possa apparire con un esame superficiale, ed è stata fornita in questo articolo su Spiegel OnLine[2] (traduzione in italiano qui) e si può riassume in due punti:
  • innanzi tutto lo chaff compie egregiamente il proprio dovere, cioè crea una forte eco nei radar, anche se in piccole quantità;
  • inoltre durante quella misurazione i radar vennero usati alla massima sensibilità.
Ogni pixel dell’immagine radar corrispondeva ad un’aerea di quattro per quattro chilometri e non è affatto detto che tale area fosse completamente intrisa di chaff, bastandone anche una piccola quantità per far “illuminare” tutta l’area: insomma la nuvola apparve molto più grande e massiccia rispetto alla realtà, ed è stato stimato che sarebbero bastati dai 2,7 ai 270 chilogrammi di chaff per ottenere quell’effetto, cioè tranquillamente il carico di un singolo aereo, senza tirare in ballo misteriose e complicatissime operazioni segrete in stile SPECTRE. Questa esperienza dovrebbe insegnare una cosa ben precisa agli sciachimisti, anche se ci spero poco vista la loro refrattarietà alla logica: le operazioni di cui vaneggiano sono semplicemente impensabili, tra le altre cose, anche per il semplice fatto che eventuali stranezze vengono immediatamente notate dai meteorologi, i quali, nel caso, non se ne stanno certo zitti. Idem dicasi per piloti e controllori di volo: se davvero esistessero migliaia e migliaia di velivoli non identificati che scorazzano per i cieli di mezzo mondo, verrebbero notati e denunciati in un tempo assai breve. Per concludere, giusto per non lasciare adito a dubbi sul fatto che Brandt non abbia mai voluto riferirsi alle cosiddette “scie chimiche”, e che anzi le consideri come un’ipotesi abbastanza risibile, leggiamo cosa scrive nelle sue FAQ sulle nubi fantasma (qui in lingua originale e qui la traduzione):

Si tratta di “scie chimiche”? In molti siti Internet si discute appassionatamente sul fatto che degli aerei possano spargere prodotti chimici e in questo modo, a scelta, possano agire sul buco dell’ozono oppure assicurare agli USA (a chi, se no?...) il dominio “meteorologico” sul mondo. Secondo questa teoria del complotto, ciò accadrebbe non saltuariamente su scala sperimentale, ma in modo regolare, su scala mondiale e soprattutto anche sulla Germania. I prodotti chimici dispersi lascerebbero nel cielo tracce bianco-grigie. Non si tratterebbe di di normali scie di condensazione, le “scie chimiche” avrebbero un aspetto diverso e si comporterebbero anche in modo diverso. Un aspetto interessante di questa teoria del complotto: chiunque può vedere le scie, chiunque può sentirsi minacciato, ma nessun cittadino (normale) le può prelevare o esaminare. In Internet vengono presentate fotografie di varie scie, che lasciano in cielo “insoliti” disegni. Per chi non è esperto nel campo, appare già strano a prima vista che le scie di condensazione restino in cielo per molte ore, mentre il giorno dopo scompaiono in pochi minuti. Tuttavia questi “fenomeni” sono facilmente spiegabili in termini di umidità atmosferica e correnti aeree. Naturalmente non possiamo nemmeno escludere con sicurezza che un aereo abbia disperso prodotti chimici nell’atmosfera. Ma lo stato di salute delle persone esclude che questo avvenga in modo regolare e nella misura sostenuta dai teorici del complotto: per un tale complotto mondiale dovrebbero essere impiegati non solo centinaia, migliaia di piloti statunitensi, ma anche scienziati, autorità tedesche, ecc. ecc. Qual è la probabilità che un così gran numero di persone resti nell’ombra? Appunto.


Aggiornamento bis


Ho appena scoperto un’altra conferma di quanto i fratelli Marcianò siano contafrottole volontari e campioni mondiali nella specialità «rigiramento della frittata acrobatico», cioè questo post, dove troviamo scritto (grassetti miei):

Gli scalcinati disinformatori, per tentare di confutare l’evidenza delle chemtrails, affermano che le scie osservate in varie occasioni sono chaff: è un’altra penosa bugia. Lo chaff è molto diverso da una scia tossica, rilasciata da aerei militari, ma anche da velivoli all’apparenza civili, da droni, da aerei modificati in modo da essere adatti all’irrorazione di veleni nella biosfera. Lo chaff è usato durante le esercitazioni militari e nei teatri di guerra e non in quasi tutti i cieli del pianeta e 365 giorni l’anno, a differenza delle scie venefiche.

Quindi, ricapitolando, Rosario e Antonio:
  • sanno benissimo che lo chaff è qualcosa che non assomiglia nemmeno lontanamente a quelle che loro descrivono come “scie chimiche” e che viene usato solo nelle esercitazioni e nei teatri di guerra, non certo in tutto il mondo, a tutte le ore e tutto l’anno, come avevo già spiegato io;
  • ciò nonostante hanno spacciato un servizio sullo chaff come servizio sulle presunte “scie chimiche”;
  • ciliegina sulla torta, hanno l’immane faccia tosta, loro, proprio loro che sono gli autori del taroccamento, di accusare gli altri di essere disinformatori che dicono «penose bugie», confondendo surrettiziamente le fantomatiche “scie chimiche” con lo chaff.
Ma in due che sono, uno specchio che sia uno, non riescono a procurarselo?


Aggiornamento ter


Finalmente, dopo SOLO due anni abbondanti, il duo di terrazzinari sanremese sembra aver quasi capito che i vari meteorologi tedeschi parlavano di chaff e non di scie chimiche. Dal blog dei due fratelloni imbroglioni infatti leggiamo (qui):

Come fu appurato in seguito, erano scie generate da aerei militari che avevano rilasciato enormi quantità di chaff (fibre di alluminio impiegate per confondere i radar), nell’ambito di un’esercitazione che sia la N.A.T.O. sia le Forze aeree tedesche negarono di aver mai compiuto, contro ogni evidenza.

Sottolineo il quasi per tre motivi.

Innanzi tutto perché l'esercito tedesco non ha negato proprio per nulla di aver compiuto esercitazioni con lo chaff, esercitazioni che come visto il Ministro della Difesa tedesco ha tranquillamente ammesso.

In seconda battuta non riescono proprio a ficcarsi in testa che lo chaff non ha alcuna possibilità di essere usato per manipolare il clima.

Terzo, ancora sfugge loro un particolare fondamentale: lo chaff e altamente riflettente per le onde radar, visto e considerato che è fatto apposta per tale scopo, cioè confondere i radar facendo apparire loro un'enorme nube che nasconde i veri bersagli, il tutto utilizzandone poche decine di chili al massimo e non certo tonnellate come sostiene il banfer-team sanremese. Ora la domanda sorge spontanea: quanti anni ci vorranno ancora prima che comprendano anche questi tre semplicissimi concetti? Fossi in voi non tratterrei il fiato nell'attesa...

  1. Tutte le traduzioni sono a cura di Camillo Franchini, che ringrazio per l’aiuto.
  2. Articolo segnalatomi da markogts nei commenti a questo post: grazie anche a lui, naturalmente