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Il bizzarro italiano d’o professore


’O comandante Straker non si smentisce proprio mai, così come ’o professore Zret.

Hanno infatti scritto, ritenendolo così importante da inserirlo come link fisso nella pagina principale di uno dei loro blog dedicati alle “scie chimiche”, un “articolo” in cui si denuncerebbero presunte «contraddizioni» degli organi ufficiali (qui e qui):

Nella puntata di "Rebus: questioni di conoscenza", andata in onda il 23 novembre 2007 e trattante l'argomento "Scie chimiche", Claudio Eminente (Responsabile E.N.A.C.), interrogato sulla questione, contraddice la teoria delle "contrails" imputabili all'aumento del traffico aereo civile. Ma allora...

...ma allora Rosario e Antonio Marcianò non si stuferanno mai di raccontare balle, né di prendere per dei perfetti deficienti i loro lettori con le loro assurdità sulle “scie chimiche”.

Già, perché Eminente dice giustamente (e i due allegri imbroglioni lo riportano, autodebunkandosi clamorosamente come nel caso dei mitici «elicotteri neri») che la formazione delle contrail non dipende dall’aumento del traffico aereo, ma è il loro aumentato numero ad essere conseguenza di ciò, come assolutamente logico e lapalissiano (il grassetto è mio):

Diciamo che, ehm, sinceramente non capisco il commento, comunque, quello che si può dire è che:
a) i cosiddetti contrails, cioè le scie di condensazione, non sono collegate con un aumento del trasporto pubblico, ma ovviamente sono legate a un fenomeno chimico e fisico che è la combustione, e quindi la formazione di gas di scarico, e le condizioni atmosferiche in cui questi gas di scarico vanno a interferire. E questo è irrilevante ovviamente col fatto che ci sia un aumento, se non per un aumento del numero di scie di condensazione...

Più chiaro e più semplice di così...

Ora, che ’o comandante e ’o professore non riescano a capire concetti semplici come «aerosol» e «materiale biologico aerodisperso», tacciandoli per oscuri tecnicismi, volutamente usati dagli scienziati del CNR per risultare incomprensibili ai non addetti ai lavori (come raccontato nell’apposito articolo), è già abbastanza indicativo del fatto che i due in italiano siano alquanto scarsini (almeno così si dipingono con le loro uscite o forse sono obnubilati per le troppe “scie chimiche”), ma che non riescano a capire la differenza tra «formazione delle contrail» e «numero delle contrail» le batte proprio tutte: davvero, non è credibile che la loro ignoranza nella nostra lingua sia così abissale, anche considerato che uno dei due è pagato per insegnarla in un liceo.

L’alternativa è una sola: se non ci sono, ci fanno, cioè ci marciano alla grande, travisando bellamente e platealmente ogni singola affermazione altrui per i propri loschi fini propagandistici riguardo le solite “scie chimiche”.


Commenti:
Logan7 ha commentato:
Ci fanno, ci fanno.

O ci sono?

Dopo aver guardato due minuti di "Rebus" (mai titolo fu più appropriato...) il dubbio m'è venuto.

Mi sa che ci sono.
_______
21 dicembre 2007 11:59  
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