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I taroccamenti d’o professore

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Ci risiamo, un altro taroccamento in perfetto stile degli Auto Proclamatisi Guru della Sacra Setta delle Scie Chimiche, cioè prendere qualcosa scritto da altri e stravolgerne il senso a forza di omissioni, aggiunte arbitrarie e manipolazioni delle frasi citate.

Questa volta è toccato alla pagina del sito della Lenntech dedicata all’alluminio, questa, riportata qui da Zret, alias Antonio Marcianò (pagina congelata a futura memoria qui).
Leggendo il post su TankerEnemy ne emerge un ritratto inquietante dell’alluminio, descritto come elemento assai pericoloso: il bello è che la stessa identica pagina l’avevo inserita io come fonte nel mio post sugli elementi e le analisi chimiche, per sottolineare proprio l’opposto e cioè come l’alluminio sia, oltre che comunissimo nel terreno (e quindi nella polvere), praticamente innocuo (a meno che, ma questo vale per tutto, acqua compresa, non sia assorbito in quantità molto, ma molto, elevate).

Detta così, sembrerebbe che o io oppure ’o professore Antonio abbiamo interpretato male la pagina del sito della Lenntech in questione: la realtà è che sia io che lui abbiamo capito benissimo il contenuto di quella pagina, che è quello esposto da me, ma lui, con l’estrema “onestà intellettuale” che da sempre lo contraddistingue, ha scelto di riportarela censurando le frasi che non si attagliano alla sua tragi-comica fissazione maniacale riguardo le “scie chimiche”, e aggiungendone altre inventare di sana pianta su fantomatiche “dispersioni in atmosfera”, nel palese tentativo di capovolgere il senso dello scritto originale.

Ma vediamo nel dettaglio: nelle citazioni metterò in corsivo la frase originale dal sito della Lenntech seguita dalla manipolazione effettuata nel post scritto da Antonio Marcianò (eventuali grassetti sono i miei, per evidenziare le suddette mistificazioni, eventuali errori di ortografia sono presenti nelle frasi originali che mi sono limitato a copincollare).


Proprietà
Che l’alluminio non è tossico, viene detto praticamente subito, ma ’o professore ci mette una pezza, togliendo due paroline a lui tanto antipatiche:

L'alluminio è (come gli altri metalli) non magnetico non tossico e non-infiammabile.

L'alluminio non è magnetico e non è infiammabile a temperature ordinarie, pur essendo estremamente avido di ossigeno.


Poi, i «milioni di prodotti differenti», che fa ben capire come l’alluminio sia presente praticamente ovunque nelle attività umane, diventa «manufatti più svariati», come dire molta roba ma non poi così tanta:

L'alluminio è usato in molte industrie per realizzare milioni di prodotti differenti ed è molto importante per l'economia mondiale.

L'alluminio è, infatti, usato in molte industrie per realizzare i manufatti più svariati e riveste quindi una grossa importanza nell'economia mondiale.


La frase in cui si dice che l’alluminio contribuisce alle proprietà del terreno in generale viene trasformata in modo da far credere che si parli di una sua diffusione solo in certi tipi di terreno: in realtà l’alluminio è diffusissimo ovunque nel suolo, anche se ci saranno ovviamente luoghi in cui tale elemento è presente in concentrazioni più o meno elevate.

L'alluminio contribuisce notevolmente alle proprietà di terreno, dove è presente pricipalmente come idrossido di alluminio insolubile.

Sotto forma di idrossido non solubile, caratterizza fortemente i terreni che lo contengono.


Effetti sulla salute
Di nuovo, la pagina sottolinea come l’alluminio sia da ritenersi fondamentalmente innocuo, se non a concentrazioni molto elevate (discorso che vale, ripeto, per tutto ciò che esiste in natura), nonché uno dei componenti principali della crosta terrestre e uno dei metalli più usati in assoluto. Indovinate che fine hanno fatto, dopo essere passate per le mani ’o professore, le frasi che contenevano queste informazioni:

L'alluminio è uno dei metalli più ampiamente usati ed anche uno dei composti più frequentemente presenti nella crosta terrestre. A causa di cio', l'alluminio è comunemente noto come composto innoquo. Tuttavia, quando qualcuno viene esposto ad elevate concentrazioni, cio' può causare problemi di salute.

L'esposizione ad elevate concentrazioni può causare problemi di salute.


E già che ci siete, indovinate quali malattie ’o professore ha ritenuto di aggiungere alla lista dei disturbi che dosi elevate di alluminio possono provocare.

Un'assunzione continuata di concentrazioni significative di alluminio puo' provocare seri effetti sulla salute, come:
- danneggiamento del sistema nervoso centrale
- demenza
- perdita della memoria
- indebolimento
- severo tremore



Un'assunzione continuata di concentrazioni significative di alluminio può provocare seri effetti sulla salute, come i seguenti:
- danneggiamento del sistema nervoso centrale
- demenza
- perdita della memoria
- indebolimento generale e stanchezza cronica (astenia)
- forte tremore
- malattia di Alzheimer
- morbo di Parkinson

Forse Zret si aspetta un ringraziamento per aver avuto almeno il pudore di non ficcarci anche il Morbo di Morgellons...
Da notare che non solo alla Lenntech non si sono mai sognati di attribuire per certo Alzheimer e Parkinson ad alte dosi di alluminio, ma che tali correlazioni certe tra alluminio e Alzheimer oppure tra alluminio e Parkinson non sono presenti neppure in nessun sito o pubblicazione seria (ripeto, parlo di siti e pubblicazioni serie, non dei siti spazzatura di sciachimisti, complottisti e sostenitori di “medicine alternative” che tanto assomigliano, in quanto a metodi, alla stregoneria).

Riguardo l’Alzheimer sono stati fatti studi in proposito, ma in ben trent’anni di ricerche, ancora non si sono trovate prove certe (fonte):

I ricercatori hanno studiato i possibili effetti dell'alluminio sulla malattia di Alzheimer per oltre trent'anni. Tuttavia, sebbene la ricerca continui, non esistono prove definitive che esista un nesso causale tra l'alluminio e la malattia di Alzheimer.

Riguardo il Parkinson, poi, neanche si è mai ipotizzata una tale correlazione. Anzi, l’alluminio viene addirittura utilizzato nello strato di rinforzo per un cerotto transdermico a base di rotigotina sperimentato per il trattamento del Parkinson allo stadio iniziale (fonte).


Effetti ambientali
Gran finale: eliminazione di un intero paragrafo e sua sostituzione con uno dei deliri sciachimisti più quotati dai Marcianò Bros:

Gli effetti di alluminio sono stati portati alla nostra attenzione, soprattutto a causa di problemi d'acidificazione. L'alluminio può accumularsi in piante e causare problemi di salute per gli animali che consumano tali piante.
Le concentrazioni di alluminio sembrano essere più alte nei laghi acidificati. In questi laghi il numero di pesci e di anfibi sta diminuendo a causa delle reazioni degli ioni alluminio con le proteine nelle branchie dei pesci e negli embrioni delle rane.


Disperso in atmosfera sotto forma di particolato viene usato per creare un plasma elettroconduttivo ad usi militari ed uno schermo ai raggi solari.

Non c’è bisogno che spieghi il perché della boiata aggiunta, spero.
Interessante invece il motivo per cui il paragrafo che ho riportato sia stato censurato: perché in esso viene ben spiegato che ci si sta riferendo non a tutto l’ecosistema terrestre ma solo ad un particolarissimo tipo di ambiente, cioè i laghi acidificati. Quindi, quando subito dopo viene scritto (frase mantenuta da Antonio Marcianò nel suo taroccamento):

Alte concentrazioni di alluminio causano non soltanto effetti sui pesci, ma anche su uccelli e su altri animali che mangiano i pesci e gli insetti contaminati e sugli animali che respirano alluminio attraverso l'aria. Le conseguenze sugli uccelli che mangiano i pesci contaminati consistono nell'assottigliamento dei gusci delle uova nella nascita di pulcini sotto peso. Le conseguenze sugli animali che respirano alluminio attraverso ll'aria possono essere problemi ai polmoni, perdita di peso e diminuzione dell'attività.

è altrettanto chiaro che si parla solo di quel particolare ambiente.
Eliminando le frasi precedenti e mantenendo queste ultime, ’o professore vuole far intendere che simili effetti deleteri non avvengano solo in un ben determinato e circoscritto tipo di ecosistema, ma su tutto il globo terracqueo, senza eccezioni.

Non ci credete? Pensate io sia troppo sottile e troppo prevenuto nei confronti di Zret e che tenda a vedere il marcio anche dove non c’è?
Non è così e la conferma che le cose stanno come sostengo viene dall’esame di come è stata deformata e troncata la frase subito successiva:

Alte concentrazioni di alluminio possono essere presenti non soltanto in laghi acidificati e nell'aria, ma anche nell'acqua freatica di terreni acidificati.

Alte concentrazioni di alluminio possono essere presenti non soltanto inegli ecosistemi e nell'aria soprattutto a seguito di intense irrorazioni aeree, ma anche nell'acqua freatica.

Notate come cancellando le parole «in laghi acidificati» per sostituirle con «negli ecosistemi» a ’o professore, sia sfuggita la «i» iniziale così che risulta scritto «inegli ecosistemi».


Dopo tutto questo, voglio proprio vedere chi ha ancora la faccia tosta di affermare che quelli che ho evidenziato sono sbagli fatti in buona fede e non intenzionali omissioni e storture fatte in mala, anzi pessima, fede.

Intendiamoci: io non ho molto tempo da dedicare a scrivere post nel mio blog, quindi non pensiate che gli unici esempi di ciò che ho descritto sono quelli che trovate qui.
Quando si parla di citare una fonte seria, da parte dei Marcianò Bros in particolare o degli sciachimisti in generale, il lavoro di taglia—cuci—aggiungi—deforma—inganna che ho illustrato è la regola, non l’eccezione.
Infatti, se ci fate caso, nei post dei due fratelloni imbroglioni (ma anche in quelli degli altri siti sciachimisti), sono sempre e solo linkati altri loro post o pagine di altri siti sciachimisti e praticamente mai la fonte originale.
Perché? Evidentemente per impedirne, o per lo meno renderne il più difficoltoso possibile, il reperimento e quindi il confronto con quanto scritto da loro: confronto dal quale emergerebbero tutte le censure, forzature e distorsioni attuate, nonché le balle inserite a forza e non presenti nell’originale.
Una dimostrazione di ciò si trova anche nel post che ho appena esaminato, dove ’o professore Antonio Marcianò indica come fonte il sito della Lenntech, ma si guarda bene dal linkare la pagina precisa che è stata presa come riferimento e poi bellamente stuprata: è già grasso che cola, rispetto alle sue abitudini, che metta un link alla pagina principale del sito della Lenntech.

Tra l’altro, per chi non l’avesse ancora capito, questo comportamento spiega perché, spesso e volentieri, i fratelli Marcianò vengano criticati per la loro preparazione e i loro comportamenti.
Infatti se è vero che la regola generalmente valida è che si deve discutere sul messaggio e non sul messaggero, è anche vero che una notevole eccezione si deve avere quando messaggio e messaggero coincidono: la scelta di ciò non dipende dai critici, ma dal messaggero stesso che sceglie di fare tale identificazione, e che quindi si deve assumere la responsabilità delle conseguenze.

In altre parole, se Tizio afferma che una cosa è così perché lo dice lui, fa coincidere messaggio e messaggero: chiunque voglia andare a verificare le credenziali e l’affidabilità della fonte è obbligato da Tizio ad andare a verificare le credenziali e l’affidabilità di Tizio stesso.

Dato che i Marcianò Bros usano prevalentemente se stessi come fonte primaria, nessuna meraviglia se si va a verificare quanto siano persone serie e preparate: la scelta è loro, loro la responsabilità di questo. E se andando a verificare si scopre che non solo la loro preparazione nei campi in cui pretendono di discettare è nulla ma anche che imbrogliano a tutto spiano, la colpa rimane loro e delle loro scelte: dopo tutto se Tizio ruba è lui che si sputtana come ladro, rubando, e certo non lo denigrano quelli che scoprono e mettono in luce i suoi furti.


Scienza in pillole


Non potendo in un singolo articolo spiegare compiutamente tutte le basi di chimica e tossicologia, mi limiterò ad illustrare a grandi linee quali siano gli aspetti più importanti da considerare per quanto riguarda la diffusione e l’eventuale pericolosità di elementi e composti chimici in generale, e in particolare di quelli con cui sono maggiormente fissati gli sciachimisti.

Inoltre darò qualche indicazione di base riguardo la lettura e l'interpretazione delle analisi chimiche di varie tipologie di campioni (terriccio, polvere, acqua e aria).

Chiunque ravvisi degli errori o delle mancanze significative, mi avverta nei commenti e provvederò alle eventuali correzioni: grazie anticipate per la collaborazione.

Cominciamo con un paio di considerazioni generali che, seppur lapalissiane, vanno fatte visto che sono punti sui cui gli sciachimisti insistono spesso, dimostrando così la loro proverbiale sagacia.

Venti, polvere e acqua: questi sconosciuti
Gli sciachimisti sembrano pensare che se un aereo rilascia qualcosa a qualche chilometro di altezza, quel qualcosa ricada giù in perfetta verticale, manco fosse un filo a piombo, e in tempi brevissimi. Proprio non riescono a rendersi conto che con i venti e le correnti che esistono sempre e comunque in quota, è semplicemente assurdo anche solo immaginare una cosa del genere: non per niente durante la guerra del Vietnam gli aerei che spargevano defogliante volavano poco sopra la vegetazione, non per niente gli aerei che spruzzano pesticidi sui campi volano praticamente raso terra.

Già questo basterebbe per smontare ogni loro illazione sul fatto che facendo un’analisi al suolo subito dopo una “irrorazione”, come la chiamano loro, quello che si trova possa proviene dagli aerei che li hanno sorvolati poco prima: qualsiasi cosa venga rilevata proviene certamente da fonti molto più vicine al suolo, cioè suolo stesso, nonché eventuali industrie, aziende agricole, inceneritori, discariche, traffico, impianti di riscaldamento, centrali elettriche e così via.

Seconda considerazione (e vi prego di non ridere se la scrivo, so bene che è un’ovvietà ma agli sciachimisti proprio non entra in testa): la polvere ambientale è costituita principalmente da frammenti molto minuti che derivano dall’erosione del terreno, cui si possono aggiungere, a seconda delle zone, dosi più o meno elevate di particolato dovuto all’inquinamento.
Insomma, se putacaso nelle analisi portate dagli sciachimisti si trovassero misure anomale di qualcosa (e chiarisco subito che ciò finora non è mai avvenuto), le cause praticamente certe sarebbero una particolare composizione del terreno della zona in questione e/o il “normale” inquinamento: non certo aerei che spruzzano robaccia a chilometri di quota.

Terza considerazione preliminare (e anche questa mi vergogno a farla tanto è palese, ma purtroppo pare che anch’essa sia troppo ostica per l’intelligenza media degli sciachimisti): terriccio (anche sotto forma di polvere), acqua e aria NON sono la stessa cosa. Quindi è perfettamente inutile (o meglio, è del tutto idiota) prendere i risultati ottenuti da analisi di polvere o di sedimenti o di aria e andarli a confrontare con i limiti ammessi per l’acqua potabile, cosa che invece fanno regolarmente i fissati con le «scie chimiche».
Oddio, da un certo punto di vista si potrebbero anche fare loro i complimenti: evidentemente fanno sempre i confronti con i limiti per l’acqua potabile perché sono gli unici che sono riusciti a trovare in anni e anni di ricerca, che è già un risultato immenso, se confrontato con quello di altre ricerche di materiale che hanno compiuto in ben tre lustri (ancora non sono riusciti a trovare il fantastico, in tutti i sensi, originale della presunta “definizione” FAA delle contrail).

E già che sono in argomento, specifico anche un altro paio di cosette riguardo l’acqua potabile, sempre perché anche queste non sembrano essere molto recepite dai soliti noti:
  • i limiti stabiliti per legge per l’acqua potabile, NON sono limiti tossici: se il limite per un certo elemento o composto è tot, significa che si possono bere litri di acqua al giorno, tutti i giorni, per tutta la vita, che contenga fino a quel limite, senza avere danni, ma non è che se per una volta si beve acqua che contiene poco più di quel tot si cade a terra praticamente stecchiti. Per subire un avvelenamento immediato è necessario superare, appunto, il limite tossico, che è ben superiore (decine di volte) ai limiti stabiliti per l’acqua potabile;
  • non c’è proprio nessuna legge né di natura né tanto meno umana, che obbliga ad esistere, in natura, solo e unicamente acqua potabile, anzi è proprio l’opposto, dato che la stragrande maggioranza dell’acqua esistente al mondo costituisce mari e oceani e non si tratta certo di acqua potabile (sarà frutto di un complotto anche questo?);
  • allo stesso modo, non c’è scritto da nessuna parte che la pioggia debba rispettare i limiti imposti per legge all’acqua potabile, e infatti non si usa certo direttamente la pioggia per rifornire gli acquedotti. La pioggia può benissimo superare quei limiti senza che questo provi il complotto sciachimicoso: al massimo prova che esiste l’inquinamento (mai sentito parlare di piogge acide?), oppure prova che esistono forti venti in quota, visto che la sabbia del Sahara può essere trasportata e far piovere (e nevicare) rosso anche a migliaia di chilometri di distanza.


Elementi e composti chimici

Vediamo qui, a grandi linee, quali siano le caratteristiche, la presenza in natura e l’eventuale pericolosità di elementi e composti chimici in generale e di quelli tanto amati dagli sciachimisti in particolare.

Silicio, alluminio e bario: altri perfetti sconosciuti
Come visto nei Dogmi della Sacra Setta delle Scie Chimiche, secondo gli sciachimisti, nelle loro amate/odiate «scie chimiche» verrebbero sparsi più o meno tutti gli elementi del sistema periodico (e probabilmente anche qualcuno ancora ignoto). Però loro sono particolarmente fissati con alluminio, silicio e bario, sicché ogni tanto ne spunta fuori qualcuno che sbandiera analisi varie riguardo tali elementi, come se il trovarli nell’aria, nell’acqua piovana (e analogamente nella neve), nella polvere oppure nel terreno, costituisse chissà quale stranezza. Naturalmente mi riferisco a quando le mostrano, ’ste benedette analisi, ché la maggior parte delle volte non lo fanno: ad esempio sono anni che i Marcianò Bros parlano e straparlano di fantomatiche analisi fatte nel 2005 dal CNR, ma nessuno che indichi dove trovarle; per non parlare delle mitiche analisi dell’ormai altrettanto mitica agronoma/ricercatrice/professoressa Rosalind Peterson, che in quel di California avrebbe trovato, a suo dire, di tutto e di più, ma ancora una volta delle sue analisi proprio non c’è traccia documentale, neanche pagando (se poi qualcuno finalmente le trovasse sarei molto curioso di vederle, sia quelle CNR, sia quelle della Peterson). A sentire gli sciachimisti, parrebbe che silicio, alluminio e bario, in natura non esistano ma possano solo uscire da qualche misterioso e segretissimo laboratorio gestito da scienziati pazzi e, sempre a sentire loro, sembrerebbe che tali elementi siano pericolosissimi anche in dosi infinitesimali, quasi che parlino di plutonio (se non di kryptonite). La realtà è che essi sono elementi diffusissimi sia in natura che in numerosissime attività umane, come edilizia ed industria:
  • l’argilla, con cui si fabbricano mattoni e laterizi in genere, non è altro che silicato di alluminio idrato (cioè con acqua) e tracce di altri elementi (dipende dal tipo d’argilla);
  • la sabbia più comune è composta in gran parte da silice, cioè diossido di silicio (che forma anche il quarzo, altro materiale tanto caro agli sciachimisti);
  • il cemento, che è usato nelle costruzioni come legante dei mattoni, insieme alla sabbia, a sua volta si ricava da calcare e argilla, ed è costituito da una miscela di silicati e alluminati di calcio;
  • la ceramica, con cui si fabbricano le piastrelle che rivestono pavimenti e pareti degli edifici, è anch’essa composta principalmente da argilla, feldspato (che contiene sempre sia silicio che alluminio), sabbia, quarzo, allumina (cioè ossido di alluminio) e ossido di ferro;
  • il vetro è un cristallo amorfo formato da diossido di silicio (sì, ancora lui) fuso;
  • il bario si trova (naturalmente e non a causa dell’inquinamento) in certi cibi, e molti suoi composti vengono utilizzati nella fabbricazione dei già citati mattoni e piastrelle, nonché (rimanendo nell’ambito dell’edilizia) pitture, vernici e vetro, ma anche in una marea di altre applicazioni industriali quali la produzione di carta, plastiche, gomme, linoleum, lampade a fluorescenza, resine, olii lubrificanti, batterie, fuochi artificiali e persino nel trattamento delle acque (vedere, ad esempio, sul sito della Solvay);
  • l‘alluminio, oltre che contenuto in tutto ciò che ho elencato prima, è diffusissimo per confezionare una moltitudine di oggetti nei più disparati campi (mezzi di trasporto, lattine, pellicole per alimenti, infissi, elettrodomestici, attrezzi da cucina, ecc, ecc, ecc).
In conclusione, tra mattoni, cemento, sabbia, piastrelle, pitture, vernici, vetro, plastiche e quant'altro, noi viviamo in abitazioni costruite (infissi e vetri compresi) principalmente da ossigeno, silicio e alluminio, con l’aggiunta di acqua, calcio e carbonio, nonché una certa quantità di composti di bario, di potassio, di ferro e di sodio. E già che ci sono, ricordo en passant che anche l’ossido di titanio (il titanio è un altro elemento che ogni tanto gli sciachimisti tirano in ballo), oltre a non essere tossico, è anch’esso abbondantemente usato, come pigmento bianco, in cemento, vernici e plastiche. Parliamo quindi di elementi che, al contrario di quanto si potrebbe supporre leggendo gli sciachimisti più incalliti, sono comunissimi nelle nostre case e altrettanto comuni sono in natura, là fuori, all’aperto: non c’è infatti da meravigliarsi che i nostri edifici siano composti principalmente proprio dagli elementi che sono maggiormente presenti nella crosta terrestre, dato che proprio da lì ricaviamo (e abbiamo sempre ricavato) tutti i nostri materiali di costruzione. Mostro, per maggior chiarezza e precisione, una tabella dove sono elencati gli elementi più diffusi, con relativa quantità in cui sono mediamente presenti sulla crosta terrestre, espressa in grammi per tonnellata, cioè parti per milione (che si abbrevia con ppm, per chi non conoscesse la nomenclatura, ne spiegherò in dettaglio il significato nei prossimi paragrafi) (fonte):

ElementoPresenza (ppm)
1  Ossigeno (O)455˙000
2  Silicio (Si)272˙000
3  Alluminio (Al)83˙000
4  Ferro (Fe)62˙000
5  Calcio (Ca)46˙600
6  Magnesio (Mg)27˙640
7  Sodio (Na)22˙700
8  Potassio (K)18˙400
9  Titanio (Ti)6˙320
10  Idrogeno (H)1˙520
11  Fosforo (P)1˙120
12  Manganese (Mn)1˙060
13  Fluoro (F)544
14  Bario (Ba)390
15  Stronzio (Sr)384
16  Zolfo (S)340
17  Carbonio (C)180
18  Zirconio (Zr)162
19  Vanadio (V)136
20  Cloro (Cl)126
ElementoPresenza (ppm)
21  Cromo (Cr)122
22  Nichel (Ni)99
23  Rubidio (Rb)78
24  Zinco (Zn)76
25  Rame (Cu)68
26  Cerio (Ce)66
27  Neodimio (Nd)40
28  Lantanio (La)35
29  Ittrio (Y)31
30  Cobalto (Co)29
31  Scandio (Sc)25
32  Niobio (Nb)20
33  Sodio (N)19
34  Gallio (Ga)19
35  Litio (Li)18
36  Piombo (Pb)13
37  Praseodimio (Pr)9,1
38  Boro (B)9,0
39  Torio (Th)8,1
40  Samario (Sm)7,0

Silicio e alluminio sono presenti in tali quantità, che lo strato esterno della crosta terrestre continentale, detto volgarmente suolo, viene addirittura chiamato SIAL in geologia, nome che deriva dall’unione dei loro simboli chimici: ad essere pignoli, l’ossigeno li batte di gran lunga, però, proprio perché è così mostruosamente abbondante, viene considerato un vero e proprio outsider. Quindi analizzando terreno, o polvere, o acqua piovana o neve (che cadendo raccolgono la polvere sospesa in aria) la vera stranezza inspiegabile sarebbe non trovarne traccia, di silicio e di alluminio: se non fossi cosciente che per essere uno sciachimista DOC bisogna essere completamente ignoranti in ogni ramo della scienza, chimica e geologia comprese, mi verrebbe da pensare che lo facciano apposta a cercare elementi che bisogna per forza trovare. E lo stesso si può dire, anche se in misura minore, del bario: non è certo ai livelli di diffusione di silicio e alluminio, però non se la cava affatto male, essendo al 14º posto su 92 elementi chimici presenti naturalmente sul nostro pianeta e in media, nel terreno, se ne trovano 390 ppm. Se a qualcuno sembrasse poca roba, consideri che c’è in giro molto più bario che carbonio (che è al 17º posto con 180 ppm, meno della metà del bario), cioè l’elemento su cui è basata ogni forma di vita del nostro pianeta (vegetali compresi), nonché l’elemento che costituisce, insieme all’idrogeno, tutti i combustibili fossili (carbone, petrolio e gas naturali). Inoltre va considerato che il bario, essendo usato in parecchi processi industriali, può benissimo far parte del “normale” inquinamento senza tirare in ballo chissà quali Complottoni Totali e Globali per spiegarne la presenza.

Pericolosità
Stabilito, si spera, che trovare questi elementi nelle analisi ambientali non è affatto strano o misterioso, va indagato se, per caso, si tratti di qualcosa di potenzialmente pericoloso o meno. Tale indagine è assai meno semplice di quanto si potrebbe pensare in quanto si fa presto a dire «quella roba lì è dannosa alla salute»: bella scoperta, tutto può essere considerato in qualche modo dannoso, persino troppa acqua ingerita in troppo poco tempo diventa mortale. Ma non conta solo la quantità correlata al tempo di assunzione, contano alche molte altre cose, ad esempio il tipo di somministrazione: se si beve un litro d’acqua tutto di un fiato non si muore, ma se invece di berlo quel litro lo si respira tutto di colpo, si annega. Perciò vediamo meglio cosa c’è da considerare, per quanto riguarda la pericolosità o meno di un elemento. Innanzi tutto va precisato lo specifico composto chimico di cui si parla in quanto anche minime modifiche ne possono alterare drasticamente le caratteristiche fisiche. Tanto per dire, per parecchi elementi chimici esistono le cosiddette forme allotropiche, cioè un dato elemento chimico può formare materiali con caratteristiche fisiche anche enormemente differenti, in sola dipendenza del diverso tipo di legame che gli atomi di tale elemento instaurano tra loro. Il più famoso esempio in tal senso è quello offerto dal carbonio, che può unirsi a formare diamante oppure grafite: entrambi i materiali sono composti unicamente da carbonio praticamente puro ma essi, solo in virtù del diverso legame esistente tra gli atomi, posseggono caratteristiche anche diametralmente opposte tra loro (il diamante è molto trasparente alla luce ed è il più duro materiale conosciuto, mentre la grafite è molto scura ed è usata per fabbricare le mine delle matite proprio per la sua friabilità e scarsa durezza). Detto ciò, immaginate che enormi differenze nelle proprietà si possono ottenere in un materiale cambiandone anche solo uno degli elementi costituenti e/o la sua percentuale. Se è vero che il bario di per sé è velenoso, è anche vero che di bario puro, all’aperto, non se ne può trovare: è troppo reattivo e senza dubbio reagirebbe almeno con l’ossigeno e/o il vapor acqueo atmosferico, legandosi con essi a formare ossidi di bario e/o idrossido di bario. Infatti, nei laboratori, per mantenere il bario puro bisogna tenerlo immerso nel kerosene o altri idrocarburi liquidi, e anche così non si riesce a conservarlo indefinitamente. È inoltre altrettanto vero che non tutti i composti del bario sono sempre e comunque pericolosi per la salute: lo sono i suoi sali idrosolubili, ma ad esempio il solfato di bario non è assimilabile e (parlando di persone con lo stomaco sano e non allergiche) lo si può ingerire (sottolineo ingerire, respirarlo è un’altra cosa) tranquillamente, tanto che viene comunemente usato come mezzo di contrasto in medicina. Similmente l’alluminio viene usato per fabbricare le pentole e le padelle in cui usualmente cuociamo i cibi, nonché per confezionare sia bevande che alimenti (è usato per lattine, fogli di alluminio, attrezzi da cucina, ecc.): quindi di per sé non è pericoloso. Addirittura, uno dei medicinali da banco più usati in assoluto e in tutto il mondo, è il Maalox i cui principi attivi sono magnesio idrossido e alluminio idrossido, come dice il nome (da Ma Al Ox): credo sia anche l’unico medicinale esistente nel cui bugiardino, alla voce CONTROINDICAZIONI si legge «Nessuna». Naturalmente, se assunto in altre forme e/o in concentrazioni abbastanza alte, anche l’alluminio (ripeto, come tutto quello che esiste in natura) potrebbe essere dannoso. Il silicio, poi, è praticamente innocuo: vale per esso il discorso dell’acqua, cioè può provocare dei problemi alla salute ma solo in quantità veramente molto, ma molto, elevate (come, ad esempio, ritrovarsi la bocca piena di sabbia, che non aiuta certo la respirazione). Altro aspetto importante è il tipo di assunzione: un conto è l’ingestione, un conto l’inalazione, un conto l’assorbimento attraverso la pelle, un conto la penetrazione nel flusso sanguigno attraverso delle ferite e così via. Non per niente i limiti di legge per quanto riguarda le sostanze potenzialmente pericolose sono specifici e molto diversi, non solo a seconda del composto considerato ma anche a seconda che si parli di contaminazione di acqua o di cibo (che vengono ingeriti) oppure di aria (che viene inalata) e via discorrendo. Sempre facendo l’esempio del bario, i limiti in acqua potabile e in aria li trovate indicati qui (si parla di limiti validi negli USA, non esiste una normativa valida a livello mondiale, a riguardo): da sottolineare che i limiti sono molto diversi a seconda che ci si riferisca all’acqua piuttosto che all’aria. Notate altresì che tali limiti, fissato il mezzo di cui si parla (acqua o aria), variano a seconda del composto di bario considerato: per l’aria si fa riferimento ai suoi composti solubili in acqua (che sono quelli più pericolosi) e al solfato di bario (che è meno pericoloso dei precedenti, e infatti il limite ad esso riferito è dieci volte maggiore rispetto al limite riferito ai composti solubili in acqua). Come accennato prima, il solfato di bario è innocuo se ingerito, ma respirarlo è diverso. Infine vanno considerate la velocità di assunzione e i tempi di ritenzione da parte dell’organismo. Detta un po’ grossolanamente, uno stesso composto può essere nocivo o meno a seconda di quanto se ne consuma tutto assieme o comunque in tempi relativamente brevi; ma anche in tempi molto lunghi, se esso ha caratteristiche tali da non venir espulso velocemente dal corpo, accumulandosi quindi negli organi. Infatti per certi composti esistono diversi limiti accettabili, uno nel breve periodo e uno nel lungo. Per fare un esempio si può avere per il composto X un limite giornaliero di 10 milligrammi e uno mensile di 100 milligrammi: se per ognuno dei primi dieci giorni se ne assumono 10 milligrammi, non se ne deve più assumere per i successivi venti giorni, per dare il tempo all’organismo di smaltire la quantità accumulata. Insomma, basta guardare il bugiardino di praticamente tutti i medicinali in circolazione per capire il senso del discorso.


Analisi chimiche

Veniamo ora alle analisi chimiche vere e proprie, partendo dal campionamento fino ad arrivare alla loro lettura.

Prelievi
Per effettuare un’analisi, il primo passo è ovviamente raccogliere qualcosa da analizzare, ed è un passo fondamentale per la validità delle analisi stesse: è necessario effettuare nel modo adeguato i prelievi dei campioni, per evitare contaminazioni accidentali e non per nulla esistono figure professionali apposite per effettuare tali prelievi. Invece, le analisi proposte dagli sciachimisti partono praticamente sempre col piede sbagliato, invalidate ancor prima di essere svolte, per il modo sconosciuto oppure dilettantesco e/o sconclusionato in cui viene eseguito il campionamento: la maggioranza delle volte, non c’è verso di sapere né dove né quando sia stato preso il campione (capita anche che in certi casi lo sciachimista di turno non specifichi neppure cosa è stato analizzato), figuriamoci il come, da chi e con quali precauzioni. Le rare volte che si vengono a conoscere le modalità di prelievo, c’è da trattenersi la pancia dalle risate, come nel caso di Bill Nichols che aveva raccolto dell’acqua piovana in barattoli di vetro tenuti sul retro scoperto del suo pick-up per un mese, oppure nel caso di beleave che aveva preso dei sedimenti che si erano accumulati in ben tre anni e mezzo in una fioriera di rame (tra l’altro in una città poco trafficata e industrializzata come Torino). Potete leggere la sua storia su Luogocomune, qui, e già che ci siete non perdetevi Antonio Marcianò (alias Zret) che si atteggia a gran conoscitore della materia ma, quando viene spiegato perché e percome le analisi di Carnicom siano una barzelletta, lui tira dritto e le ripropone come niente fosse successo. I valori trovati da beleave, se qualcuno se lo stesse chiedendo, non sono per nulla strani o preoccupanti, come spiegherò più avanti.

Scelta delle analisi
Presi i campioni, tocca scegliere il tipo di analisi, cioè cosa cercare di preciso. Chiedendo ad un laboratorio di trovare la quantità di elemento X presente, il chimico va a misurare tutto l’elemento X presente, senza specificare i vari composti di cui faceva parte: quindi non si ha idea se si trattasse di composti pericolosi o meno. Se si chiede di misurare il bario, il laboratorio ti risponde sul bario, ma ciò non significa che sia stato trovato bario puro nei campioni, anzi proprio il contrario, dato che, come ho già spiegato, il bario puro semplicemente non può esistere in natura: è stato trovato bario ma che apparteneva a chissà quali composti. Quali erano tali composti? Boh! Erano composti relativamente innocui oppure potenzialmente pericolosi? Ri-boh!! Erano quantità preoccupanti di composti potenzialmente pericolosi? Ari-boh!!! Insomma, se si vogliono analisi serie bisogna farle sui composti anziché sugli elementi, e quindi bisogna chiederle specificamente, cosa che gli sciachimisti si guardano bene dal fare.

Lettura delle analisi
Quando si parla di materie scientifiche, la prima cosa da fare è mettersi bene d’accordo sulle unità di misura che si usano, altrimenti non si capirebbe di che si parla di preciso. Nel caso di analisi chimiche il risultato viene solitamente espresso in peso dell’elemento trovato per ogni chilogrammo (se si parla di analisi di solidi) o per ogni litro (se si parla di analisi di acqua) o per ogni metro cubo (se si parla di analisi di aria) del materiale analizzato. Il peso dell’elemento raramente viene espresso in grammi (g), solitamente si usano i milligrammi (mg, cioè millesimi di grammo) oppure i microgrammi (µg, cioè millesimi di milligrammo, cioè milionesimi di grammo). Spesso nel caso delle misure nei solidi, il risultato ottenuto è indicato come parti per milione (ppm) oppure parti per miliardo (ppb): non c’è da spaventarsi, sono solo delle percentuali espresse, come dice il nome, su una suddivisione del campione per un milione, oppure per un miliardo, invece che su una suddivisione per cento. Quindi, così come nelle percentuali 100 % indica la totalità, in tali casi la totalità sarà indicata rispettivamente come 1˙000˙000 ppm e come 1˙000˙000˙000 ppb. Nella tabella che ho mostrato, scrivere che l’ossigeno compone la crosta terreste per 455˙000 ppm, significa che il 45,5 % della crosta terreste è formata da ossigeno: attenzione, che sto parlando di crosta terrestre, cioè le acque di oceani, mari, laghi, fiumi, paludi, pozzanghere e quant’altro, nonché l’ossigeno dell’atmosfera e del vapor acqueo in essa contenuto, nubi comprese, sono esclusi dal conto (capite meglio, ora, perché ho parlato di vero e proprio outsider nel caso dell’ossigeno?). Analogamente il silicio contribuisce a formare la crosta terrestre per il 27,2 %, e l’alluminio per l’8,3 %, mica bruscolini. Avremo quindi che sia 1 mg/kg sia 1 g/ton, equivalgono ad 1 ppm (infatti un millesimo di grammo diviso mille grammi ci dà un milionesimo, così come un grammo diviso un milione di grammi), mentre 1 µg/kg equivale a 1 ppb (un milionesimo di grammo diviso mille grammi infatti dà un miliardesimo): naturalmente 1 ppm equivale a 1˙000 ppb e viceversa 1 ppb equivale a 0,001 ppm. Proprio volendo, anche nel caso delle misure in acqua e in aria si può esprimere il risultato in ppm o ppb:
  • nel caso dell’acqua, un litro pesa un chilogrammo, quindi 1 mg/L equivale a dire 1 ppm, mentre 1 µg/L equivale a 1 ppb
  • nel caso dell’aria è più complicato perché non ovunque l’aria ha la stessa composizione, specie per quanto riguarda la presenza di vapor acqueo in essa, ed inoltre, essendo una miscela di gas e vapori, la sua densità dipende fortemente dalla temperatura;
    parlando di aria secca a temperatura ambiente (20° C), un metro cubo pesa 1,205 chilogrammi e quindi 1 mg/m3 corrisponde a 0,83 ppm e 1 µg/m3 corrisponde a 0,83 ppb
Nella lettura di un’analisi è fondamentale fare attenzione alle unità utilizzate, perché anche se quelle che ho indicato sono le più diffuse, può capitare ne vengano usate altre (ad esempio mg/100g che equivale a 10 ppm), ma anche perché spesso nello stesso referto d’analisi non si usa sempre la stessa unità di misura (la quantità di un elemento viene espresso in una data unità, quella di un altro in una diversa): per non creare confusione io parlerò sempre di ppm, in modo da poter facilmente confrontare i dati numerici. Altra cosa da tenere presente: chiedendo dell’elemento X, il laboratorio lo elenca nelle analisi anche se praticamente non ne viene trovato. Il praticamente deriva dal fatto che tutti gli strumenti di analisi hanno dei ben precisi limiti, sicché non riescono a misurare quantità più piccole di un tot (tot che sarà diverso, in genere, da elemento a elemento e da composto a composto). Quando nelle analisi si trova scritto:
elemento X  <  tot
significa che la quantità di quel dato elemento, sempre che esso sia presente, è minore del limite di misurazione suddetto. Detto in parole povere, il laboratorio con quella scritta intende «Per l’elemento X, quantità più piccole di questo tot non è possibile misurarle e nelle nostre misure di quell’elemento non ne abbiamo trovato: quindi o X non c’è proprio, oppure ce n’è così poco da non essere misurabile e comunque, a tutti gli effetti pratici, è come se non ci fosse». Per finire, se si fanno analizzare polvere, sedimenti o filtri, le quantità trovate vanno confrontate con la tabella sulla quantità media di presenza degli elementi nella crosta terrestre che ho riportato prima, perché sempre di polvere raccolta si tratta. Se e quando se ne trovassero quantità decisamente superiori a quelle indicate (e con decisamente si intende almeno il doppio), non è comunque ancora il caso di strapparsi le vesti dalla disperazione: visto che quelli sono valori medi, bisogna andare a verificare quali siano i valori precisi di riferimento della zona in cui è stato fatto il prelievo, che possono essere anche di molto maggiori di quelli medi. Se ancora il risultato non torna, allora si devono andare a controllare le attività inquinanti presenti in zona: gli scarichi di aerei che volano a chilometri di quota sono proprio l’ultimissima delle fonti da prendere in considerazione. Vista la preoccupante mancanza del seppur minimo buon senso da parte degli sciachimisti, a loro beneficio preciso ulteriormente l’ultimo punto. Se si prende un sedimento accumulatosi nel tempo di sostanze portate dalla pioggia, i contenuti di quel sedimento vanno confrontati con la famosa tabella valida per la crosta terrestre, perché è di quello che si tratta: polvere fatta precipitare dalla pioggia. Se si desidera sapere la concentrazione di un elemento nella pioggia, bisogna saper indicare quanti litri di pioggia hanno portato quei sedimenti e fare il rapporto tra quantità totale dell’elemento (NON percentuale, quindi il peso vero e proprio e NON i ppm o i ppb) e quantità totale dell’acqua che lo conteneva: solo a questo punto si può fare il raffronto coi limiti per l’acqua potabile, che infatti sono usualmente espressi in mg/L (o µg/L), anche se è del tutto inutile farlo, dato che, come spiegato, non si capisce perché la pioggia dovrebbe rispettare quei limiti, ma tant’è... Nel caso torinese accennato prima, quindi, beleave avrebbe dovuto misurare quanti litri di pioggia erano caduti nella sua fioriera in tre anni e mezzo per sapere il vero contenuto della pioggia, e solo dopo fare il raffronto con i limiti per l’acqua: avendo invece a disposizione solo l’analisi dei sedimenti, l’unica cosa che poteva e doveva fare era confrontare i risultati con il contenuto degli elementi nella crosta terrestre. Tale confronto ci dice che i contenuti di quei sedimenti sono pienamente compatibili con quelli che ci si aspetta di trovare in media:
  • ALLUMINIO trovati 24˙600 ppm da confrontare con gli 83˙000 mediamente attesi
  • BARIO trovati 475 ppm da confrontare con i 390 mediamente attesi
Allo stesso modo, quando si mostrano delle analisi, si deve specificare se le quantità misurate sono riferite al sedimento oppure alla totalità del campione di pioggia, visto che quello che fanno i laboratori per analizzare l’acqua, è appunto far evaporare l’acqua stessa dal campione per poi analizzare i sedimenti rimasti. Analogamente, se si vuole analizzare l’aria si raccoglie polvere per un certo periodo tramite appositi filtri applicati a degli aspiratori: se si analizza il contenuto dei filtri, ancora una volta il paragone va fatto con la solita tabella riferita al terreno perché si sta parlando di polvere, mentre se si vuole dare la misurazione del contenuto per l’aria si deve fare esattamente come per l’acqua, cioè dividere la quantità totale trovata di un elemento per i metri cubi dell’aria aspirata che la conteneva. Solo dopo si può fare il raffronto con i limiti imposti per legge per l’aria (che infatti sono usualmente espressi in mg/m3) e nei posti di lavoro a rischio (e non in ogni punto dell’atmosfera terrestre): se proprio si vuole perdere un po’ di tempo, ovvio, ché anche in questo caso un tale confronto non significa niente di preciso, esattamente come non significava niente di preciso nel caso dell’acqua. Adesso che ho reso disponibile almeno un’infarinatura della faccenda, giusto per farne capire le linee essenziali a chi non mastica la materia, nonché esplicitato la lista di errori che di solito commettono gli sciachimisti, non resta che fare qualche esempio pratico di sciemica, cioè la chimica sciemoizzata secondo i dettami degli ineffabili Marcianò Bros e loro adoranti seguaci.


I titoli d’o comandante


Come ben noto (vedasi il suo ormai mitico curriculum vitae transformer) ’o comandante Rosario Marcianò, auto-proclamatosi Sommo Guru della Sacra Setta delle Scie Chimiche, sedicente esperto d’o compiutér, sedicente ex-insegnate di chimica nonché sedicente esperto in tante, tantissime altre specializzazioni rigorosamente basate sull’ignoranza più totale nel campo, era da tempo alla disperata ricerca di un riconoscimento ufficiale, tanto da essersi anche auto-attribuita un’inesistente laurea in Architettura.

Ebbene, oggi, 23 Dicembre 2008, è stato finalmente accontentato, letteralmente stracciando i suoi avversari diretti, tre pesi massimi del complottismo demenziale come Giulietto Chiesa, Maurizio Blondet e Massimo Mazzucco: quasi 5˙000 persone lo hanno eletto Perlone dell’anno per il 2008.


Premio Perlone 2008
Premio stra-meritato, non c’è che dire, vista l’assiduità e la poliedricità di bufale, sia scopiazzate da altri sia inventate personalmente, sostenute dal nostro negli scorsi mesi: dal taroccamento di articoli di giornale a quello di traduzioni, dallo spacciare per luminare di climatologia un semplice omonimo al consigliare alla gente di farsi i risciaqui con l’acqua ossigenata, dalla lettura completamente sballata di analisi chimiche alla falsificazione di filmati vari, fino ad arrivare all’apoteosi con una vera propria truffa, la colletta per ’o telemetro.

Sono particolarmente fiero di ciò perché dimostra che, quando un anno fa io aprii questo blog, avevo visto giusto riguardo l’idiozia complottista che avrebbe maggiormente avuto successo, attirando su di sé la maggiore attenzione (e i maggiori, meritati, sberleffi) nell’immediato futuro.

Fonti attendibili accreditano che Straker sia stato informato dell’assegnazione della prestigiosa onorificenza mentre si trovava nei pressi di Canossa, località già nota per un’analoga, anche se meno clamorosa, umiliazione: la reazione d’o comandante non si è fatta attendere, composta e pacata come ci ha da tempo abituati.

Mi accodo quindi a Thomas Morton nel dedicare a Rosario questa pregevole pietra miliare della musica leggera italiana:


Il tutto, dedica compresa, senza dimenticare il suo complice di taroccamenti, il fratello Antonio, che resta molto più defilato ma è probabilmente vera anima ispiratrice del demenziale duo truffaldino: Zret ha le sue buone ragioni per non esporsi troppo, visto che i due fratelloni imbroglioni hanno appena dimostrato di essere delle frane anche come truffatori e se Antonio perdesse il suo stipendio da professore liceale, molto probabilmente finirebbero entrambi a vivere sotto qualche ponte, ché Straker un reddito suo non lo ha (o per lo meno non lo dichiara).
Intendiamoci, io non auguro il licenziamento di nessuno, ’o professore incluso, ma mi sembra come minimo plausibile che i genitori dei suoi studenti non sarebbero molto entusiasti di sapere che un docente, invece di insegnare agli studenti le materie dovute, cerca di rimbambirli a forza di demenziali bubbole su UFO e su mega-iper-super complottoni globali e totali da paranoici rimbecilliti all’ultimo stadio. E che lo faccia non c’è praticamente dubbio, visto che nel “libro” che ha accrocchiato a quattro mani insieme a Rosario («Scie chimiche: la verità nascosta») consiglia[1] di farlo anche ai suoi colleghi insegnanti di Lettere.

Ho scritto libro tra virgolette, e accrocchiato, non per sfottere ma perché è davvero più un accrocchio di roba sparsa che un vero libro, come da prefazione: in pratica si dovrebbero sborsare dai 23,41 euro (edizione in b/n) ai 40,21 euro (edizione a colori) per ritrovarsi con la versione stampata di una raccolta di vecchi “articoli” postati sui loro blog (quindi boiate più o meno grosse già sbugiardate da mesi se non anni), che per quel prezzo non si sono neanche dati la pena di riorganizzare per lo meno in forma di un libro organico (stavo per scrivere libro decente, ma poi mi sono accorto dell’implicito ossimoro, considerati gli argomenti trattati).

Concludo rinnovando ulteriormente i miei complimenti per cotanta schiacciante vittoria d’o comandante, che la classe, si sa, non è acqua, e tra Rosario e Antonio di classe ne hanno da vendere: come riescono a fare figure da Perloni loro, nessuno al mondo (esclusi naturalmente i poveri zerbini che si bevono d’un fiato le loro immense perlate).

                                                                          
  1. È possibile visualizzare l’anteprima del “libro” dei Marcianò Bros qui: il suggerimento in questione è nell’ultima pagina disponibile, pag. 201, quindi se si vuole controllare bisogna andare direttamente in fondo all’anteprima, usando la barra laterale, prima di visualizzare troppe pagine (essendo un’anteprima le pagine che possono venir mostrate sono limitate in numero). In alternativa, ecco uno screen-shot della pagina in questione.


Le baggianate d’o comandante


Una nuova sparata di Straker ci allieta la giornata: penserete che io ne gioisca, ma in realtà comincio a preoccuparmi seriamente, perché ormai il nostro eroe è in piena crisi allucinatoria, sia auditiva che visiva, quindi roba da psicosi acuta, e sinceramente mi spiacerebbe vederlo finire in una camera imbottita.
Oddio, sarebbe in buona compagnia, visto che lo stesso discorso si può fare per gli adoranti adepti della Sacra Setta delle Scie Chimiche che lo incensano nei commenti del suo nuovo, sconvolgente filmato, questo:




Dopo che ve lo siete goduto, potete leggere qui le mirabolanti affermazioni, deduzioni ed intuizioni d’o comandante, che riporto:

All'improvviso un caccia sorvola la città di Sanremo, compiendo alcune evoluzioni per tentare di intercettare un oggetto volante non identificato. Nel video realizzato, si nota anche un lampo da sotto il velivolo (missile? chaff? collisione con un oggetto non identificato?). Si ode anche un fragore un istante dopo. Alla fine, dopo che l'U.F.O., visibile più volte nel filmato, mentre compie rapide manovre, sfugge all'intercettazione, il velivolo militare si dirige verso est per scomparire oltre l'inquadratura.

Insomma, questa volta siamo davvero al limite della neurodeliri:
  • non solo Rosario interpreta un semplice riflesso di luce sull'aereo come il lancio di un missile o chaff o collisione con chissà che;
  • non solo sente “fragori” (o «bang» come ’o comandante scrive in sovrimpressione nel video) inesistenti subito dopo il lampo;
  • ma riesce persino a vedere misteriosi UFO in dei semplici volatili.

Riguardo al lampo di luce e al presunto missile (o, come detto, chissà che, basta che sia roba inquietante per far contenti i fissati col mistero a tutti i costi), specifico che nel video si vede benissimo che l'aereo ripreso non ha nulla attaccato sotto le ali, men che meno missili: si tratta infatti non di un caccia bensì un Aermacchi M-346, aereo d'addestramento, e pure prototipo (ringrazio ShadowRider per l'identificazione precisa del modello).
Inoltre di bagliori simili dovuti alla riflessione del sole sulle varie parti dell'aereo (ali, fusoliera, coda) è stracolma la ripresa, come si nota ad esempio in questo fotogramma:



E che quelle macchie che sfrecciano nel video siano normalissimi appartenenti all'avifauna locale è evidente guardando con attenzione il filmato (più o meno a due minuti dall'inizio), ma anche mettendo in fila i fotogrammi che li riprendono, ché si vede chiaramente lo sbattere di ali del volatile più a sinistra (cliccare sull'immagine per ingrandirla):


Gabbiani su Sanremo spacciati per UFO

Ma Straker ha preferito, come suo solito, prendere apposta un minuscolo particolare dove non si riconosce nulla e ingrandirlo, nonché pasticciarlo con filtri e quant'altro per renderlo ancora meno intelligibile:



Se in questa sua ultima spacconata il Marcianò è serio, mi sa che ce lo siamo definitivamente giocato: a forza di passare i giorni e le notti a guardare per aria e/o a riguardare i suoi filmini fotogramma per fotogramma alla ricerca della più piccola macchiolina indistinta da spacciare per UFO, nonché a girovagare sul web in caccia di bufalone sulle «scie chimiche» da scopiazzare, pare proprio che il povero Straker abbia perso pure l'ultimo barlume di lucidità che gli era rimasto e si sia ormai completamente dissociato dal mondo reale.

Che poi, se ogni tanto Rosario uscisse di casa e si guardasse un attimo in giro, invece di starci sempre rintanato dentro col naso all'insù sul terrazzo o appiccicato al monitor nella sua cameretta, magari si sarebbe anche accorto che in quel di Sanremo e Varazze si sta svolgendo proprio in questi giorni l'Air Show 2008 (ringrazio nonnob per la tempestiva segnalazione):


Programma dell'Air Show 2008 a Sanremo e Varazze dal 18 al 22 Settembre

Niente niente, che ’o comandante tirerà fuori la teoria che l’Air Show sia stato organizzato apposta da quei farabutti del NWO perché già sapevano con mesi di anticipo che oggi avrebbero dovuto cercare di abbattere dei Rettiliani che cercavano di intrufolarsi sulla Terra in veste di gabbiani?

E, ça va sans dire, non sono certo messi meglio di lui quelli che sia su YouTube sia su TankerEnemy lo stanno osannando come se avesse davvero ripreso un evento eccezionale e misteriosissimo.
Magari credono pure di fargli un favore con la loro dimostrazione di piaggeria, ma così non è, proprio no. Infatti Rosario in questi casi comincia a fare la ruota come un tacchino e si monta pericolosamente (per lui) la testa (il grassetto è mio):

Ciao. Stiamo cercando delle vie per fare trasmettere il filmato in qualche TV nazionale. Se non avremo risposte in tempi umani, non vi saranno problemi nel farti visionare il filmato originale. Lasciaci qualche giorno.

By Blogger Straker, at 18 settembre, 2008 23:21

Poi va a finire che rimane deluso perché le persone cui si rivolge per rifilare i suoi fantastici (o per meglio dire fantasiosi) scoop gli rispondono con una sonora risata. Dopo di che inizia, sai che novità, a dannarsi l'anima e a strapparsi le vesti gridando alla censura.

A proposito, se sentite un “fragore” lontano, non preoccupatevi, non è un M-346 come quello del filmato che va a caccia di Rettiliani metamorfizzati in gabbiani, sparando missili che manco ha, né può avere neanche volendo (vedere questo commento di ShadowRider al presente post, che naturalmente ringrazio per la precisazione): sono le «TV nazionali» che stanno rispondendo all'offerta di Straker, a suon di sonori pernacchioni...


Aggiornamento

I Marcianò Bros si sono sentiti in dovere di fare un aggiornamento.
Vediamolo:

Come al solito, siamo costretti a perdere tempo dietro alle balzane speculazioni dei soliti disinformatori, i quali affermano che le sequenze mostrate non sono state eseguite a Sanremo, bensì a Varazze (città distante da qui oltre 150 km), durante una manifestazione aerea e spacciate per un sorvolo sul centro abitato della "città dei fiori". E' una dimostrazione che, ancora una volta, i parassiti del sistema operano al solo scopo di screditare noi per coprire le malefatte di altri. Mostriamo dunque alcune immagini "di riferimento" a certificare che il video si riferisce veramente ad immagini girate a Sanremo. Ribadiamo che Sanremo non è sede di un poligono miltare [sic] e che il sorvolo a bassa quota per opera di velivoli, impegnati peraltro in manovre acrobatiche, è vietato sui centri abitati.

Ora, visto che i due, in modo molto sportivo ed intellettualmente onesto, non accettano, né sui loro blog né su YouTube, alcun commento di critica che possa contraddirli, vi chiederete dove i “soliti disinformatori” avrebbero fatto le loro “balzane speculazioni”: è presto detto, si tratta di commenti contenuti in questa pagina ne Il Disinformatico (appartenente ai commenti di questo post) e in questo post ne I Deliri di Hanmar.
Il fatto è che, come si può facilmente verificare consultando i link forniti, nessuno si è mai minimamente sognato di sostenere che l'ennesimo video farlocco d’o comandate sia stato girato a Varazze anziché a Sanremo: al massimo si è ipotizzato che le prove di Sanremo, indicate nel programma per il 19 Settembre, fossero state anticipate al giorno prima, per una qualsiasi ragione (ad esempio perché per il 19 era previsto maltempo su Sanremo, maltempo che infatti si è verificato).
L'altro appunto che è stato fatto è che dal video non è affatto evidente che l'aereo stesse volando sul centro abitato, checché ne dicano Straker e Zret, e poteva tranquillamente volare ad esempio sopra il mare prospiciente Sanremo.

Proprio dura la vita di Rosario, costretto a sprecare il suo preziosissimo tempo da nullafacente cronico, non solo per rispondere a “balzane speculazioni”, ma addirittura per inventarsele di sana pianta, ’ste speculazioni.

Sarà per risparmiare tempo, che ha approfittato dell'aggiornamento del suo post per fare un bel repulisti dei commenti scomodi che si era lasciato sfuggire: tra questi il commento che avevo citato più sopra (quello sui suoi tentativi di proporre il suo filmato alle «TV nazionali»).
Però vedete, conoscendo ormai bene i due Marcianò (quelli che giurano e spergiurano di non aver nulla da nascondere e di essere letteralmente cristallini nelle loro azioni), quando cito messaggi che possono modificare o cancellare a piacimento, solitamente mi premuro di farne copia, proprio nel caso che i commenti in questione “magicamente” scompaiano.
Come è appunto successo agli ultimi due mostrati in questo screen-shot:


Commenti fatti sparire dal Post sul presunto UFO intercettato


E già che c'era, sempre per non sprecare tempo suppongo, ha cancellato anche un suo commento in cui affermava che i presunti UFO li aveva già chiaramente notati mentre effettuava le riprese, facendoci così capire che Fozzillo ci aveva azzeccato in pieno quando scriveva:

Blogger Fozzillo ha detto...

Questa è una dimostrazione di malafede, e glissare sulla domanda è una ammissione:
chi tace acconsente.

Straker, dice nei commenti, di aver notato gli ovni già mentre eseguiva la ripresa, perché non ha nemmeno cercato di riprendere quelli?

Come cavolo è possibile che vedo un UFO e continuo a riprendere un ben più banale aereo?

nemmeno a fine ripresa ha cercato di ritrovare gli ovni, era interessato solo all'aereo.

PERCHE' SAPEVA BENISSIMO CHE SI TRATTA DI UCCELLI MA RIPRESI A QUEL MODO DIVENTANO UFO.


20 settembre 2008 12.38


Appunto finale, giusto per precisione e per far notare per l'ennesima volta che ’o comandate e ’o professore in ogni occasione scrivono la prima cosa che passa loro per la testa senza mai andare a controllare niente di niente, neanche le cose più banali che richiederebbero una ricerca di mezzo minuto: Varazze e Sanremo non distano «oltre 150 km» bensì 88 chilometri in linea d'aria, e 111 su strada (se non ci credete, consultate Google Maps e Google Earth come ho fatto io, bastano trenta secondi). E vediamo se con la loro solita onestà e trasparenza ora corrono a modificare anche questo errore di nascosto senza specificare che si erano sbagliati, così aggiungo un altro bello screen-shot...


La Sacra Setta delle Scie Chimiche


Qui mi sono imbattuto in un interessante ed esaustivo elenco delle strategie più usate dai ciarlatani in generale e da quelli che bazzicano il web in particolare.
Ho pensato di riproporlo con qualche modifica per adattarlo a ciò che accade in forum e blog (l'originale si riferiva nello specifico all'ambiente dei newsgroup), in quanto veramente illuminante, anche perché quella che ho linkato è la versione italiana di una lista di fuffosità varia redatta inizialmente da un gruppo statunitense, a dimostrazione del fatto che tutto il mondo è paese: le regole che seguono, vi ricordano il comportamento di qualcuno, per purissimo caso?

Per essere un Fuffaro come si deve, è necessario seguire le seguenti norme:

1.

Preferite sempre la chiave di lettura cospirazionista rispetto alla chiave di lettura noiosamente banale: le spiegazioni naturali, come ad esempio che a Roswell sia caduto un pallone-sonda, sono per i sempliciotti e per le spie del governo. Se volete andare a letto con quella topina newage tutta curve non ditele che l’astrologia è una cretinata (anche i non-fuffari possono trarre temporaneo beneficio da questo consiglio).

2.

Mai cercare la più semplice ed ovvia causa di qualcosa ed in particolare evitate come la peste di menzionare il Rasoio di Occam: è la vostra nemesi!

3.

Dovete essere convinti che la parola «anomalia» significhi «conferma indubitabile» di attività paranormale, o analogamente «dimostrazione inoppugnabile» di presenza aliena, o ancora «prova incontestabile» di misterioso e malvagissimo complotto a livello come minimo mondiale se non intergalattico.
Quindi usate la parola «anomalia» più spesso che potete: eventualmente arricchitela da aggettivi come «inspiegabile», «inquietante», o, se siete in full attack mode, «evidente», «lampante», ed altro che implichi gravi difetti psicofisici in chi osasse trovarla qualcosa di normale.

4.

Definite tutto quello che è comunemente accettato, e contro cui vi battete, usando l’aggettivo «ufficiale» in senso dispregiativo, come se si trattasse di un’imposizione proveniente da qualche autorità di cui bisogna diffidare e non di cose che chiunque, solo volendolo, può verificare.
Riempitevi la bocca di frasi che iniziano con «secondo la versione “ufficiale”», «secondo la ricostruzione “ufficiale”», «secondo la scienza “ufficiale”», «secondo la medicina “ufficiale”», «secondo la storia “ufficiale”», «secondo la geografia “ufficiale”», «secondo la matematica “ufficiale”», «secondo l’educazione fisica “ufficiale”», «secondo l’intervallo di ricreazione “ufficiale”», «secondo la pausa pranzo “ufficiale”» e così via.
Ricordate e fate ricordare che tutto quello che si legge sui libri di scuola, su qualsiasi argomento, quando non è palesemente falso, è tragicamente obsoleto e che tutto ciò che viene trasmesso dagli organi di informazione è addomesticato e regolato dalla cricca di potenterrimi massoni / templari / gesuiti / bonesmen / banchieri / bilderberghiani / sionisti / case farmaceutiche / militari / rettiliani / SPECTRE / chi-più-ne-ha-più-ne-metta che governano il mondo dietro le quinte, abilmente celati a tutti tranne che a voi, inarrivabili genii e disvelatori di trame oscure, che più i complotti son segreti, più facilmente li scoprite grazie al vostro infallibile fiuto di segugi.

5.

Non accettate mai le affermazioni della scienza “ufficiale”, a meno che si tratti di cose in cui credete da anni, come per esempio la gravità o la sferoidalità della Terra o ancora che il Sole irradia calore.
Tenete però conto del fatto che i migliori fuffari, i veri fuoriclasse, riescono a mettere in dubbio anche queste cose, prendendo in seria considerazione ipotesi del tipo «la gravità non esiste, se stiamo attaccati al suolo è solo perché la Terra ruota», o del tipo «è possibile e financo plausibile che la Terra sia cava e noi ne abitiamo la superficie interna», o anche del tipo «il sole è freddo e l'aria si scalda solo per la sua densità»: il tutto in base a (s)ragionamenti quali «dato che la scienza “ufficiale” non spiega tutto, è come se non spiegasse niente, e tutti, ma proprio tutti, i suoi risultati sono in realtà come minimo opinabili, anzi certamente falsi».

6.

Alzate parecchio il gomito mentre scrivete, vi renderà molto più creativi e tutto, ma proprio tutto, avrà più senso per voi.

7.

Non vergognatevi di proporre le teorie più assurde e bislacche: giustificatele usando il punto di partenza imprescindibile degli sragionamenti del Vero Fuffaro, e cioè l’affermazione «Tutto è possibile». Usando questa formula magica potrete far passare agli occhi degli ingenui qualsiasi scemenza come qualcosa di serio su cui riflettere: sarà poi un gioco da ragazzi, partendo da essa, passare da «possibile» a «probabile», da «probabile» a «praticamente certo» e da «praticamente certo» a «provato al di là di ogni dubbio».

8.

Quando vi fanno notare la palese idiozia delle vostre tesi, così palese da non dover neanche essere spiegata, accusate l’interlocutore di avere la mente chiusa e ottenebrata dalla propaganda “ufficiale”, mentre la vostra è aperta, pura e flessibile come quella di un neonato. Gli altri fuffari adorano il concetto di «mente aperta» e vi accoglieranno nel loro sancta sanctorum senz’altro indugio: come voi, non tollerano quei tipacci cattivi d’animo che chiedono sempre le prove di qualsiasi cosa. Ed esattamente come voi non solo ritengono di avere la mente aperte come quella di un neonato, ma ne hanno anche lo stesso spirito critico e le stesse conoscenze.

9.

Ridefinite le parole «scettico» e «scetticismo» per far figurare che il vero scettico sia chi accetta come possibili le vostre ridicole fantasie senza discuterle.

10.

Fate presente che sarebbe arrogante e presuntuoso pensare che le cose che sostenete possano essere tutte false: qualcuna vera ci deve essere... il che significa che avete ragione... e quindi sono tutte vere, quod erat demonstrandum.

11.

Quando state discutendo, la tecnica migliore per “provare” la vostra ipotesi è quella di iniziare con una supposizione, e, quando si arriva a metà messaggio, riferirsi alla supposizione non ancora verificata come se fosse un fatto assodato: questo causerà abbastanza confusione iniziale da concedervi un momentaneo trionfo.

12.

Ribadite spesso che in un regime democratico come il nostro ognuno è libero di dire ciò che vuole e tutte le opinioni hanno pari valore, la vostra come quella di chiunque altro: perciò se sostenete che la Terra sia a forma di ciambella, avete ragione tanto quanto chi sostiene sia sferoidale. Quando immancabilmente vi spiegheranno che le opinioni sono un conto, e sono rispettabili in quanto soggettive, mentre affermazioni come le vostre vorrebbero essere oggettive e quindi andrebbero supportate da prove e da fatti, non solo da simpatie, fate orecchie da mercante.

13.

Se voi fate affermazioni come «tutti sanno che...», «è acclarato che...», «è risaputo che...» quella è da considerarsi una prova inoppugnabile, mentre se qualcun altro scrive «in realtà è stato mostrato che...» riportandone la dimostrazione, quella è solo una mera opinione.

14.

Il ragionamento per assurdo è un’arma molto potente, quindi fermatevi nei vostri ragionamenti quando avete raggiunto il vostro obiettivo, instillare il dubbio, e non portateli mai alle loro logiche conseguenze finali: è naturale infatti che partendo da sciocchezze si arrivi alla fine del ragionamento a conclusioni ancora più sciocche, che smaschererebbero in un attimo la stupidità delle tesi di partenza.

15.

Se qualcuno vi fa notare le irrazionalità cui porterebbero, logicamente, le vostre strambe teorie e ve ne domanda ragione, rispondete sdegnati che quelle assurdità sono solo apparenti: le spiegazioni ad esse possono conoscerle solo coloro che manovrano i fili nell’ombra e quindi va chiesto a loro. Insomma, trinceratevi dietro il più classico dei «io faccio solo domande, le risposte le devono dare gli organi “ufficiali”», quelli di cui, tanto, non vi fidate a priori e dei quali riterrete sempre insoddisfacente ogni spiegazione e risposta.

16.

Ribaltate completamente l’onere della prova: voi avete ragione a prescindere, senza bisogno che dobbiate presentare alcuna evidenza delle vostre affermazioni. Che siano gli altri a dimostrare che siete in torto, se ci riescono.
Per giustificarvi citate il criterio di falsificabilità di Popper, naturalmente anch’esso debitamente rovesciato per far sembrare che sia chi nega una teoria (e non chi la propone come in realtà dice il criterio, affinché sia ritenuta scientifica) che dovrebbe mostrare come falsificarla.

17.

Non accontentatevi di ribaltare l’onere della prova, pretendete che gli scettici vi portino dimostrazioni completamente impossibili da ottenere e del tutto irragionevoli. Ad esempio, parlando di «cerchi nel grano», come prova che essi non hanno nulla di misterioso e sono fattibilissimi da semplici appassionati armati solo di molto ingegno e pazienza, paletti, corde e assi di legno, non vi accontentate delle testimonianze, dei disegni preparatori che spiegano in dettaglio come operare, delle fotografie e financo di qualche video che riprende in azione i circle-maker: pretendete che vi mostrino le riprese che mostrano che tutti i cerchi nel grano sono opera di esseri umani.
In caso contrario avete ragione voi nel sostenere che quei disegni sono in realtà opera di alieni e/o di militari impegnati in inquietanti operazioni ultra-iper-top-secret.

18.

Rivoltate completamente anche i fondamenti attuali della giurisprudenza: coloro che accusate sono colpevoli fino a prova contraria e voi non dovete dimostrare assolutamente nulla delle vostre accuse. Bentornati nel Medioevo, la caccia alle streghe è aperta.

19.

Per (vostra) definizione, tutto ciò che è “ufficiale” è menzognero e serve ad ignobili scopi, quindi voi che lo combattete siete, sempre per (vostra) definizione, persone oneste e probe, dei coraggiosi e incorruttibili paladini della verità: in quanto tali tutto vi è concesso, compreso mentire, manipolare, falsificare, minacciare, insultare e quant’altro.
Quando vi faranno notare la vostra ipocrisia, dato che vi comportate come, se non peggio, i cattivoni-malvagi-e-mentitori che dite di voler ostacolare, uscitevene con il motto «il fine giustifica i mezzi» (probabilmente la più grossa fesseria che sia mai stata scritta, che fa il paio con «tutto è possibile»).

20.

Riferitevi a chiunque non si dichiari immediatamente e totalmente d’accordo con voi, come ad un mentecatto troppo stupido per capire le vostre meravigliose intuizioni, oppure come ad un “disinformatore venduto e servo del potere” al soldo di qualche maligna entità, pagato al solo scopo di mentire e depistare i ”nobili ricercatori della verità”, quali voi vi ritenete.

21.

Cambiate versione spesso e volentieri, a secondo di cosa vi fa più comodo al momento, dato che a voi, in quanto “Paladini della Verità” che combattono le “bieche menzogne ufficialiste”, tutto è concesso e quindi potete infischiarvene della coerenza.
Tipico esempio: se i documenti “ufficiali” vi sbugiardano dite che essi sono per definizione inaffidabili e di parte, quindi senz’altro menzogneri e quindi avete senza dubbio ragione voi che li contraddite; se invece appoggiano una parte di ciò che sostenete prendeteli come oro colato e scandalizzatevi di fronte all’impudenza di chi osa metterli in discussione.

22.

Da Veri Fuffari DOC vi è concesso superare abbondantemente il limite dell’ipocrisia e arrivare, se appena possibile, al puro bispensiero di orwelliana memoria: non limitatevi a cambiare continuamente versione a seconda di quanto sia per voi vantaggioso, negate decisamente di averla mai cambiata e affermate orgogliosi di aver sempre sostenuto una e una sola cosa.
In pratica, se, dopo qualche vostra arrampicata acrobatica sugli specchi con rigiramento di frittata annesso, qualcuno vi ricordasse le vostre precedenti posizioni, prima correte a cancellare i vostri post incriminati e poi accusate chi ha osato sfidarvi di essere un bieco mentitore che si inventa bugie al solo scopo di screditarvi (in puro stile «1984», appunto).
Questa tecnica risulta particolarmente utile quando avete scritto bestialità più gigantesche del solito, tali da far accorgere chiunque della vostra totale ignoranza anche nelle materie più elementari (robe tipo che 60•tg 30° farebbe 1800). Ho scritto quando e non se per il semplice motivo che per il Fuffaro di razza è imprescindibile fare certe figure barbine periodicamente, considerato che una delle sue caratteristiche essenziali è quella di avere le conoscenze e la preparazione di un lamellibranco non troppo sveglio, ma al contempo credersi un luminare in praticamente tutto lo scibile umano: logico che uno convinto di sapere tutto e di avere la Verità in tasca per una sorta di diritto divino, in vita sua non farà mai la fatica di studiare qualcosa e non imparerà mai niente.
Se poi, conoscendo voi e la vostra cristallina onestà intellettuale, quel qualcuno si premunisce facendo degli screenshot dei vostri voltafaccia e delle vostre idiozie e poi ve li sbatte in faccia, accusatelo di essere, oltre che un bugiardo, un falsario che ha manipolato l’immagine, come da Regola 56 del Credo.
Dopo di ciò, per concludere in bellezza e non farvi mancare nulla, accusate di “bispensiero” e di attuare una “riscrittura orwelliana della storia” gli altri.

23.

Due parole: «cambiate paradigma».
Cercate di rispondere al minor numero possibile di domande dirette e di confondere le acque a tutti i costi, usando scenari ipotetici («supponiamo che») per cambiare argomento in continuazione.
Infatti, se vi fermate troppo a lungo su un singolo argomento, rischiate che vi chiedano qualcosa di irritante, come le odiatissime prove: non lasciate assolutamente che questo accada!
Consultate un creazionista, se vi serve una mano per far pratica di mutatio controversiae (Schopenhauer docet).

24.

Se vi mettono nell’angolo chiedendovi insistentemente le evidenze di qualcosa, ribattete che non si può escludere a priori che sia come dite voi, prove o non prove. Molti si allontaneranno scuotendo il capo sconsolati, e questo, naturalmente, significa che avete ragione voi: scrollare il capo lateralmente, dopo tutto, potrebbe essere la stessa cosa di un movimento verticale a mo’ di assenso... ricordate? Tutto può essere, quindi è!!!

25.

Se quello che avete scritto viene smentito da un vostro oppositore, contrattaccate;
se viene smentito da qualcuno che per il resto sostiene la vostra posizione, accettate graziosamente la correzione e lasciate cadere la cosa.
In entrambi i casi, dopo qualche giorno, ripetete tutto da capo ed esattamente come prima, fingendo che nulla sia successo.
Lo stesso naturalmente vale quando cambiate pulpito da cui concionare: nonostante da altre parti vi abbiano dimostrato in mille e un modo tutti i vostri errori, quando vi trovate davanti ad un pubblico nuovo, che non ha assistito alle vostre precedenti figure barbine, ripetete da capo tutte le vostre immaginifiche boiate, inalterate. Dopo tutto siete gli eredi diretti di quei ciarlatani e venditori di olio di serpente che vivevano allo spalle dei gonzi rifilando loro immani schifezze spacciate per miracolose panacee, costretti a cambiare piazza di frequente per non essere linciati da chi cascava nelle loro truffe: certe antiche tradizioni vanno rispettate, perbacco!

26.

Ripetete ossessivamente un concetto o una domanda usando sempre le stesse parole: una tale dimostrazione di logica stringente farà crollare le difese dei vostri avversari.
Ignorate domande ironiche, allusioni a film come «Rain Man», o termini più oscuri quali «Sbidiguda. Supercazzora brematurata? Come se fosse antani, con scappellamento a destra»: eventualmente ricordate a questi pagliacci che il comportamento autistico è tipico delle menti superiori (ripetetelo almeno 15-20 volte, così se non convincerete gli altri, convincerete almeno voi stessi).

27.

Nel caso siate in difficoltà, iniziate a porre domande retoriche senza niente a che vedere con il dibattito in corso: se il vostro interlocutore ignora le vostre domande sciocche, e si ostina a rimanere in argomento, ripetete le domande senza senso più e più volte. Questo farà sì che tutti i gonzi nel pubblico si convincano che il vostro avversario stia evadendo il punto.

28.

Una tecnica alternativa consiste nell’andarsene sbattendo la porta, con frasi del tipo «ho meglio da fare, IO, che discutere con voialtri [insulto a piacere], addio» o anche «non ho tempo da perdere, IO, con certi [insulto a piacere] come voi, addio» e variazioni sul tema.
Naturalmente la vostra è solo una finta (altrimenti che fuffari sareste?) e non appena vedrete l’occasione di ritornare con qualche battuta sprezzante, lo farete immantinente più agguerriti (e fuffari) di prima.
I fuffari fuoriclasse, cioè quelli meno cretini (non scrivo i fuffari più intelligenti per non usare un ossimoro) aspettano almeno un giorno prima di fare la loro trionfalistica rentrée, mentre ai fuffari standard di solito bastano pochi minuti: cercare di avere l’ultima parola a tutti i costi è più forte di loro.

29.

Date velatamente del bugiardo a chiunque vi si opponga, o tentate qualche altra tattica che, sperabilmente, lo faccia arrabbiare: per esempio ignorate le sue spiegazioni, fraintendetele ripetutamente, fate finta di non capire o qualificate qualsiasi obiezione come insufficiente (esempio classico, esclamare: «tutto qui?»).
Se risponde a tono alle vostre estenuanti provocazioni, portate la discussione sulla sua collera, e accusatelo di insulti e accanimento persecutorio;
se invece rimane calmo e in argomento, insistete, anche passando dalle velate insinuazioni agli insulti diretti!!!
Tanto i Veri Credenti del pubblico perdoneranno i vostri peggiori attacchi verbali e ignoreranno i vostri più spericolati giochi di gambe, ma riterranno anche la sua più lieve replica come un attacco personale ingiustificato che mina alla base la sua posizione.

30.

Usate a piene mani la fallacia dello spaventapasseri, consistente nel travisare le affermazioni altrui e nel criticare quindi non le vere argomentazioni di chi vi contesta ma una loro versione storpiata e facilmente smontabile. Ad esempio potete rafforzate il vostro equivocare con citazioni parziali di quanto hanno scritto gli altri, fatte in modo da stravolgerne il senso, al limite eliminando eventuali «non»: rischioso ma di sicuro effetto.

31.

Quando tutto il resto fallisce, pur di non concedere il punto, tentate almeno il pareggio usando il jolly de «la verità sta nel mezzo».
Trattasi di sonora sciocchezza quando si parla di fatti oggettivi visto che, ad esempio, la Terra non può certo essere mezza tonda e mezza a forma di ciambella: quella che sta nel mezzo al massimo è la virtù, ma con gli sprovveduti senza speranza è una frase che funziona a meraviglia.

32.

Cercate di sembrare una persona che sa il fatto suo, preparata e competente su tutto.
Per dare questa impressione e per mettere in soggezione chi vi legge, usate frasi molto forbite nella forma, anche se assolutamente vuote nella sostanza, e modi di dire arcaici e desueti, incomprensibili ai più: non preoccupativi, neanche voi dovete in realtà capire le parole che usate, basta che prendiate un dizionario e ne cerchiate qualcuna da inserire qui e là nei vostri sproloqui. Chi si nutre di fuffa di solito ha la preparazione scolastica di un lamellibranco e l'impressionabilità di una pellicola, quindi si fa facilmente irretire da tali dimostrazioni di “cultura”, convinto com'è che se un tizio usa certi paroloni deve per forza sapere quello che dice ed avere ragione.
In special modo, infarcite a caso i vostri scritti di termini altisonanti e pseudoscientifici, ancorché privi di significato: disseminate liberamente i vostri discorsi di riferimenti all’«universo olografico», alla «cardinalità transfinita», ai «livelli vibrazionali» e ai «campi di risonanza gastrica» [1].
Usate la parola «quantistico» in una frase, anche se avete solo una vaga idea di cosa significhi: per un effetto ancora più impressionante, usatelo come aggettivo della vostra superstizione favorita, per esempio «rabdomanzia quantistica». Sentite come suona serio?
È anche molto utile memorizzare tutti i termini fanta-tecnologici di Star Trek, per quando vi serve in fretta una qualche spiegazione “scientifica”: potete parlare ad esempio di «smorzatori inerziali» o «gelatine bioneurali».

33.

Fingete di avere una laurea e/o che la abbiano le persone che vi danno ragione: l’importante è non farsi inchiodare sul tipo di laurea o sul dove e quando sia stata conseguita. Limitatevi a ripetere con forza che ne avete una, e quindi siete superiori, competenti, e non potete sottostare agli interrogatori e alle richieste di prove del primo che passa.

34.

Fate finta di aver scritto un libro: nulla dice «io sono al di là delle critiche» come aver scritto un libro. Se vi richiedono il numero ISBN del libro, inventate che tanto nessuno sa come verificarlo.

35.

Se vi fanno notare che né voi né coloro che citate possedete una seppur minima preparazione nel campo in cui volete imporre le vostre balzane tesi, osservate sagacemente che avere una specializzazione in un campo lontanissimo dall’argomento discusso dona una chiarezza di visione ineguagliabile: aver lavorato sulla fisiologia delle piante leguminose tropicali in India, per esempio, rende delle autorità sull’allettamento del grano in Inghilterra, e saper usare PhotoShop qualifica per interrogare i testimoni oculari di un avvistamento UFO.

36.

Per dare ad intendere che avere l’intero mondo che si oppone alle vostre idee dia ad esse un’autorevolezza e una dignità eccezionali, fate riferimento alla lunga serie di famosi autori di teorie che furono lungamente derise dalla scienza “ufficiale”, per poi essere accettate quando ne furono portate le prove: vi verrà in aiuto il fatto che i molto, ma molto, più numerosi cialtroni autori di teorie rivelatesi sballate non sono, logicamente, diventati famosi, perciò nessuno ve li rinfaccerà mai.
A tal proposito tirate in ballo Galileo, poiché era stato ostacolato in ogni modo, pur avendo pienamente ragione: attenzione però che dovete essere abili nell’esporre tale argomentazione, perché essa è sì calzante, ma all’incontrario, nel senso che vi dà torto marcio.
Infatti Galileo aveva in mano solide prove e fu osteggiato non da altri scienziati ma da Santo Uffizio e Inquisizione e solo per questioni riguardanti la religione e la lettura letterale della Bibbia: nel vostro caso, quelli che hanno in mano delle prove sono coloro che non accettano le vostre fanfaluche e siete voi che rifiutate tali prove appunto per la vostra cieca e incrollabile fede nell’esistenza del Mega-Complottone Globale e Totale di turno.

37.

Citate Einstein, citatelo spesso, e atteggiatevi come se una qualsiasi frase di Einstein sostenesse la vostra posizione.
Se possibile citate frasi che abbia detto davvero, magari modificando una parolina qua e una parolina là per far risaltare il fatto che, se solo Einstein avesse potuto sapere quello che sapete voi oggi, vi avrebbe sostenuto a spada tratta.
Comunque non è necessario usare delle sue vere frasi, che tanto lui è morto da un sacco di tempo per cui è accettabile se lo rinfrescate un pochino, portandolo al passo coi tempi, e comunque non può più difendersi dalle vostre false atribuzioni: figuratevi che quarant'anni dopo la sua morte lo hanno fatto persino parlare di api, inventandosi di sana pianta la frase a lui attribuita.

38.

Il vostro idolo indiscusso deve essere Tesla: scienziato e ingegnere indubbiamente geniale e poliedrico, prese anche parecchi granchi, specie nell’ultima parte della sua vita, passata in preda a disturbi mentali di tipo ossessivo-compulsivo. Sostenete che avendo egli visto giusto su molte cose, allora doveva aver avuto ragione su tutto, anche quando si mise a vaneggiare di raggi della morte e macchine per fotografare il pensiero: tutte invenzioni strabilianti che egli sicuramente portò a termine, e che furono requisite dall’FBI, per essere accuratamente tenute nascoste.

39.

Spiegate continuamente che è assodato che i vostri nemici, i militari e la cricca demo — pluto — giudaico — massonico — templare — bilderberg — rettiliana, sono in possesso di tecnologie e di cure mediche avanzatissime che tengono volutamente nascoste da decenni (vedasi ad esempio le invenzioni futuristiche di Tesla e i segreti rubati all’astronave aliena nascosta nell’Area 51).
Probabilmente avevano i forni a microonde fin dal 1915, e i calendari con Sabrina Ferilli fin dai primi anni Cinquanta: il fatto che oggi si possa realizzare un fotomontaggio pressoché perfetto in pochi minuti dimostra che Daguerre ha probabilmente imbrogliato.
Il perché i cattivoni dominatori del pianeta, se davvero avessero a disposizione armi e mezzi così eccezionali dovrebbero tenerle ben nascoste invece di usarle, è un’obiezione cui non spetta a voi rispondere (voi fate solo domande, ricordate?): al massimo richiamate la scena finale de «Indiana Jones e i Predatori dell’Arca Perduta», che per i “ricercatori della verità”, si sa, i film hollywoodiani contengono più verità di mille enciclopedie.

40.

La scienza progredisce e nel corso di mezzo millennio di storia sono state espresse un’enorme mole di congetture più svariate, moltissime a sproposito, dai più diversi scienziati: per esempio Einstein, un fisico, espresse stima per teorie geologiche poi rivelatesi sballate.
Vi basterà pertanto cercare fra tutte le ipotesi screditate del passato e quelle non provate del presente, per individuare qualcosa che appoggi le vostre idee favorite: un campo particolarmente fertile è offerto dalla meccanica quantistica, che tanto nessuno sa di preciso cosa sia (nessuno nella vostra platea d’elezione, s’intende).

41.

Se vi contestano teorie obsolete e screditate, date battaglia in nome della saggezza degli antichi;
se vi contestano teorie recentissime senza ancora lo straccetto di una prova a favore, ribattete con una violenta invettiva contro la scienza “ufficiale” ancorata al passato e a dogmi obsoleti e screditati.
E come sempre, fregatevene altamente della coerenza.

42.

Scovate quell’unico riferimento che supporta le vostre posizioni e se qualcuno ne trova altri che smentiscono il vostro, ribattete che questo significa che il tizio che ha l’ardire di contrastarvi non riesce a pensare con la propria testa e per questo è costretto ad appoggiarsi agli scritti altrui: come al solito, ignorate tutte le domande su con che coraggio riusciate a prendere una posizione così sfacciatamente ipocrita.

43.

Se vi forniscono link che sbugiardano le vostre sparate, scrollate le spalle sospirando che nessuna persona ragionevole si può fidare di quel che trova scritto su Internet.
Di contro, ogni volta che leggete qualcosa su Internet che soddisfi le vostre tesi e pregiudizi, riportatelo ovunque come se fosse un fatto accertato e non datevi mai la pena di fare la più elementare ricerca o verifica in proposito.

44.

Di fronte ad eventuali link a corsi di fisica, libri di testo, articoli scientifici e similari che vi vengano proposti, sottolineate come siano scritti in un gergo volutamente incomprensibile, per confondere chi li legge.
In casi veramente estremi, sostenete che non si apre il link e deviate il discorso sui problemi di rete e sui protocolli internet.

45.

Continuate a rammentare quell’unico scienziato “ufficiale” e “rispettabile” che potrebbe aver detto qualcosa che a sua volta potrebbe essere interpretato come fornente un indizio che forse, teoricamente, volendo, supporta la vostra tesi: ancora meglio (ma non indispensabile) se lo scienziato lo ha detto davvero.
Ignorate eventuali osservazioni sul fatto che la ricerca in questione è vecchia di cinquant’anni, che da allora è stata snaturata, che il suddetto scienziato non aveva esperienza in quel particolare settore, o che esperti di quel settore lo considerano un incompetente (e lo possono pure dimostrare): al contrario, riferitevi a lui come «il più famoso scienziato di tutti i tempi», oppure, meglio ancora, parlate di «innumerevoli scienziati», tutti rigorosamente inesistenti.

46.

Se proprio non riuscite a trovare manco un pezzettino di frase scritta da chicchessia e a voi favorevole, citate voi stessi, ma come se vi riferiste a qualcun altro: parlate di voi stessi in terza persona o usando un plurale maiestatis (è ammesso usare uno pseudonimo, del tipo «un noto scienzato che chiameremo X...») e fatevi vanto di ricevere congratulazioni inesistenti (del tipo «riceviamo una interessantissima e-mail da un cultore della materia...»).

47.

Ovunque siate, fate il possibile per far capire ai nuovi venuti le dimensioni e la gravità della Cospirazione che avvelena l’atmosfera nel web: non appena si intavola una discussione con qualcuno dei più “biechi cospiratori”, intromettevi e interloquite con battutine, risatine e non sequitur, in modo da presentarvi subito come una persona seria e civile. Alla minima incomprensione fra uno “sporco disinformatore” e un nuovo arrivato, siate pronti con un «Visto? Eh? Visto? ;-)» o similari.

48.

Ogni qualvolta compare all’orizzonte qualcuno che, non importa per quale motivo, attacca o critica uno dei “mefitici” individui che “cospirano” contro di voi e le vostre strabilianti scoperte che rivoluzioneranno il mondo, blanditelo, lodatelo, scambiateci battutine, strizzatine d’occhio e ammiccamenti. Ignorate il fatto che ciò vi fa sembrare una coppia di fidanzatini che fanno pucci-pucci, oppure il fatto, seppur evidentissimo, che il nuovo arrivato vuole solo fare caciara o sfogare un astio personale: la cosa importante è che finalmente avete un alleato, primo fido soldato dell’Invincibile Esercito della Verità che marcerà sotto le vostre bandiere.

49.

I cumparielli possono essere estremamente utili: se non riuscite a trovare abbastanza anime semplici disposte a credere alle vostre luminose quanto bislacche teorie, createvi numerosi nickname diversi ed inviate risposte ammirate ai vostri stessi messaggi. Naturalmente se avete la possibilità di fare commenti anonimi e quindi non dovete neppure prendervi il disturbo di creare false utenze, approfittatene a piene mani e crete dal nulla un vero e proprio esercito di vostri fan, appunto tutti, rigorosamente, anonimi.
Si sa che sostenere di aver ragione solo perché sono in molti a pensarla allo stesso modo è una nota fallacia logica, detta argomentum ad populum, molto ben stigmatizzata da Marcello Marchesi: «mangiate merda, milioni di mosche non possono sbagliare».
Ma voi fregatevene: dato che il vostro target sono i boccaloni irrecuperabili, potrete e dovrete far riferimento ai vostri “numerossissimi” sostenitori, e la massa dei suddetti boccaloni si allineerà, inciampando gli uni addosso agli altri nella foga di uscire dal gregge del «popolo bue» per entrare nel vostro, di gregge.

50.

Quando non potete creare utenze fantoccio per darvi ragione da soli, riferitevi con alterigia a plotoni di sostenitori che vi incoraggiano per e-mail, citandone ampi stralci: naturalmente rifiutatevi di fornire dati utili ad accertare l’effettiva esistenza di quelle missive, appellandovi a imprescindibili esigenze di privacy.
Lo stesso vale per presunte missive di minacce, sbandierate per far notare quanto diate fastidio ai “poteri forti”, anche queste rigorosamente senza uno straccio di riferimento che possa permettere di verificare la loro reale esistenza.

51.

Già che ci siete, create dei fake dei vostri avversari, e spammate con essi i vostri siti e la vostra propaganda, per creare confusione e per far credere che in realtà anche i vostri oppositori vi appoggiano. Magari condite il tutto con qualche bella falsa confessione sull’essere degli “agenti” infiltrati e pagati profumatamente per disinformare, firmata ovviamente con il nick dei vostri “nemici”.

52.

Aprite, sotto pseudonimo, un sito con l’elenco ragionato degli scettici che vi si oppongono, accusandoli delle peggiori nefandezze, prima tra tutte l’inossidabile essere degli occultatori che agiscono nell’ombra per nascondere la verità, manipolando le menti attraverso menzogne ammantate di scientificità. Fate frequentemente SPAM con questo indirizzo usando identità alternative e domandando a gran voce perché la polizia non faccia nulla in proposito.

53.

Fondate un vostro forum oppure blog o ancora news-group privato, con un manifesto studiato per tenere lontano chiunque non condivida la vostra “illuminata” immagine del mondo, quindi annunciate trionfanti la nascita di un’oasi di pace, democrazia, amore e rispetto reciproco.
Certo, le voci dissenzienti verranno insultate e gratuitamente diffamate senza pietà e senza che sia loro consentita la minima espressione delle proprie opinioni, men che meno di difenderle in modo ragionato, ma questo è il duro prezzo da pagare per difendere la libertà di pensiero e di parola; la vostra libertà di pensiero e di parola, beninteso, non certo quella altrui.
Unica accortezza da tenere presente: magari non sottolineate entrambe le facce del Fiero Mondo Nuovo nel medesimo post, che qualche scettico dalla mente obnubilata potrebbe tacciarvi di ipocrisia.

54.

Inviate crosspost su qualsiasi spazio pubblico troviate nel web, copincollando praticamente ovunque vi capiti il vostro sito personale, con almeno una decina di post al giorno: assicuratevi di dare ripetutamente fiato alle vostre idee complottiste su un sacco di forum e blog, anche se non collegati all’argomento e quindi palesemente in off topic.
La vostra parola d’ordine deve essere: SPAM! SPAM! SPAM! SPAM! SPAM! SPAM! SPAM! Allagate il web!

55.

Quando i proprietari e i fruitori legittimi dei siti che avete preso di mira col vostro SPAM dissennato si stuferanno di vedere il loro spazio monopolizzato da voi e dai vostri ossessivi interventi, e, esasperati, vi inviteranno a darvi una calmata o andarvene fuori dalle scatole, cominciate a gridare alla “censura”.

56.

Se i vostri sporchi giochetti vengono portati alla luce, sostenete con veemenza che non vi sono prove che voi siate un ciarlatano, un fuffaro, uno spammer, un troll e un bugiardo: riferitevi alle prove in tal senso come interpretazioni, oppure becera disinformazione, o ancora dei falsi fabbricati ad arte.
Avvertite che state per sferrare il colpo finale contro questi cinici mentitori che vi infangano, scoprendo le vostre formidabili carte, che finora avete tenuto abilmente celate: dopo di che tali abietti figuri dovranno pagare amaramente la follia che li ha spinti a sfidarvi.

57.

Tenete sempre presente che La Cospirazione Contro Di Voi può fare praticamente ogni cosa: diamine, dopotutto, hanno tenuto nascosti i motori ad acqua per tutti questi anni!
Inoltre ricordate che questo universo è né più né meno che PERFETTO e ogni singolo accadimento ha per forza una ragione ben precisa ed imputabile solo e unicamente a qualche malvagia entità vostra nemica: imperfezioni, sbagli, sfortunate coincidenze e roba simile semplicemente non esistono, e qualsiasi cosa accada di indesiderato da voi, è senz'altro e senza ombra di dubbio una diabolica macchinazione dei soliti “biechi cospiratori” ai vostri danni.
Quindi, qualsiasi problema di comunicazioni, compresi problemi ai satelliti, linee telefoniche difettose, rumorini alla cornetta, messaggi spariti o comparsi in ritardo, segnali di occupato mentre tentate di connettervi al provider, radio rimaste accese durante la telefonata, mosche che ronzandovi attorno vi fanno perdere la concentrazione mentre stavate partorendo la soluzione finale a tutti i mali dell'Universo conosciuto (e pure di qualcuno sconosciuto) possono e anzi devono essere imputate alla Grande Cospirazione Universale, che sta cercando di soffocare la verità in generale e ostacolare voi, gli unici Eletti, gli unici Consapevoli, in particolare.
Naturalmente, se per caso siete così fortunati da non incontrare mai alcun problema o disfunzione, nulla vi vieta di inventarveli: anzi è caldamente consigliato farlo comunque.

58.

Datevi aria di importanza, rivelando di avere la certezza che il vostro telefono è sotto controllo e siete costantemente spiati da orde di agenti segreti: gli organizzatori del Grande Complotto sono potentissimi e controllano il mondo intero, ma evidentemente sono letteralmente terrorizzati da voi e da quello che scrivete.

59.

Quando non siete occupati ad atteggiarvi a vittima e povero martire, ricordatevi di informare ogni tanto i vostri oppositori che avete fornito tutte le informazioni raccolte su di loro alla locale Polizia, Polizia Postale, Servizi Segreti, Carabinieri, Bersaglieri, Corazzieri, Guardia di Finanza, Guardia Costiera, Guardia Forestale, Guardie a Cavallo e Guardie Svizzere o ad Amici Molto In Alto, accennando al fatto che questi si sono dimostrati moooooolto interessati a quello che avevate da dire. Non è che dobbiate veramente raccogliere informazioni o inviarle a chicchessia, ma questo terrà i vostri avversari sulle spine e li renderà paranoici.
Nei casi più ostinati, iniziate a fare velati riferimenti ai vostri parenti avvocati, al giorno in cui toglieste una spina dalla zampa di Toto Riina, o alle feste che vi fanno quando fate una capatina dai vostri carissimi amici a Forte Braschi: cercate di terrorizzarli dicendo che la Legge è alle loro porte e che la loro libertà durerà al massimo ancora pochi minuti.

60.

Nel caso la vostra posizione appaia senza speranze, con tutto il pubblico che sta sghignazzando alle vostre spalle, e abbiate perso qualsiasi credibilità, avviandovi ad entrare in lizza per il premio IgNobel, minacciate non solo i vostri oppositori ma tutti quelli a tiro con una bella querela: non dovete veramente sporgerla, che la legge non è tenera con le denunce infondate, solo fare una vuota minaccia. Questo convincerà gli spettatori che siete una persona con la quale non si scherza!

61.

Alternate i racconti in cui vi dipingete come vittime predestinate del sistema marcio e corrotto a causa della vostra autonomia di pensiero, appartenenti ad uno sparuto gruppo di eroi senza macchia e senza paura che soli lottano contro le preponderanti forze del male, a perentorie affermazioni in cui sostenete che oramai sono tantissimi quelli che non abboccano più alla Infida e Menzognera Versione Ufficiale.
Anzi, ribaltate completamente la faccenda, dicendo che ormai c’è rimasto soltanto il vostro interlocutore e al più due o tre altri irriducibili, che saranno presto costretti ad abiurare di fronte all’evidenza. Postate statistiche trionfali sulle percentuali di credibilità della vostra tesi, ma, nel caso, cercate se possibile di non eccedere il 100%: gli scettici infami non attendono altro.


Avremo modo, nei prossimi articoli, di esemplificare chiaramente come una gran quantità dei punti sopra esposti sono seguiti fedelmente dagli adepti della Sacra Setta delle Scie Chimiche: naturalmente a primeggiare in questi comportamenti sono gli autoproclamatisi guru della setta, i Marcianò Bros, Straker e Zret.

                                                                          
  1. Il termine specifico per tali sproloqui pseudo-scientifici è technobabble, letteralmente tecnobalbettio che però io preferisco tradurre in tecnobubbole o tecnocazzora.